Mi sveglio presto. Con entusiasmo mi preparo ad affrontare la trentanovesima tappa, da Marciac a Maubourguet. Avendone il tempo e trovandomi in una stanza dove non rischio di disturbare nessuno, recito le Lodi. Mi fa bene: era una consuetudine da cammino che non ero più riuscita a mantenere. Un po’ perché dovevo ancora ritrovare il ritmo della strada, un po’ perché avevo condiviso la stanza con altre persone.
In questo articolo
- ▶️ Percorso 3D
- Da Marciac a Maubourguet: colazione e preparativi per la partenza
- Da Marciac a Maubourguet: inizio della tappa
- Da Marciac a Maubourguet: sosta a Saint-Justin
- Da Marciac a Maubourguet: il canto nel bosco
- Maubourguet è graziosa e accogliente
- Una stanza tutta per me alla Villa Imaginaire di Maubourguet
- 📝 Consigli avventurosi
- 🧭 Itinerario
- 📽️ Vlog
- 📌 Salva questo articolo su Pinterest
▶️ Percorso 3D
E dire che ero partita benissimo, grazie alle suore benedettine dell’Abbazia di Sainte-Scholastique a Dourgne, con cui avevo pregato nei tre momenti liturgici della mia permanenza al monastero. Ma la Messa saltata a Sorèze aveva incrinato abitudini spirituali ancora fragili.
Terminate le Lodi, mi preparo per la giornata. Faccio un giro nel giardino e, osservando le tende delle altre stanze, mi accorgo di essere stata l’unica ospite della notte. Salgo le scale e, dall’alto, ho una vista privilegiata sulla guglia della cattedrale. La stanza affacciata sul cortile interno, perfettamente insonorizzata, mi ha regalato un sonno davvero riposante.

Da Marciac a Maubourguet: colazione e preparativi per la partenza
Poco prima delle sette salgo per la colazione. È già tutto pronto e mi servo liberamente: succo d’arancia, latte al caffè, due croissant, marmellata di albicocche e ciliegie, una polpa di mele. Finito tutto, prendo altro succo, altro latte al caffè e anche il terzo croissant, che farcisco con la confettura di ciliegie.
Rientro brevemente in camera e poi, scarpe in mano, scendo alla reception. Cyrille mi chiede se desidero il timbro sulla credenziale. Estraggo il marsupio, che avevo riposto nello zaino, e colleziono il timbro con cui riparto da Marciac. Rimetto il guscio allo zaino, posizionando il poncho tra i due strati per averlo a portata di mano.
Indosso le scarpe e saluto Cyrille con il mio ormai abituale: — Que Dieu vou benedisse.

Da Marciac a Maubourguet: inizio della tappa
Lascio il paese alle spalle. La guglia della cattedrale mi accompagna ancora per un tratto. Con i suoi 84,4 metri, Notre-Dame de l’Assomption è la chiesa parrocchiale più alta di Francia situata in un piccolo villaggio rurale.
Aspetto il momento giusto per recitare il rosario: preferisco evitare che i misteri dolorosi diventino “misteri scivolosi”, mettendomi fuori gioco a due tappe dalla fine della terza fase. Ho consolidato l’abitudine di formulare una lunga intenzione iniziale che racchiude tutto: persone, intenzioni particolari, preghiera del cuore.
Terminato il rosario, una panchina sotto un albero diventa il luogo perfetto per sistemare l’assetto. Piego il poncho e lo ripongo. Arrotolo la cover alla base dello zaino. Sistemo il guscio nella parte superiore, a portata di mano. Indosso il gilet antivento. Infine, sposto la barretta proteica dalla tasca del guscio a quella sinistra dello zaino.

Da Marciac a Maubourguet: sosta a Saint-Justin
Entro nel cimitero di Saint-Justin e prego per i defunti. Giro intorno alla chiesa e, con tristezza, scopro che nel 2022 è stata chiusa a causa degli ultimi avvenimenti.
Da lontano noto un campanile gotico. Per un po’ mi chiedo se ci passerò vicino: i continui cambi di direzione per aggirare i campi coltivati non mi permettono di capire bene la rotta. Quando mi avvicino, controllo la mappa e scopro con gioia che attraverserò Auriébat.
Lungo il cammino incontro qualche automobile, una manciata di trattori e un uomo con un pastore tedesco mentre salgo verso il paese. Comune e chiesa sono chiusi, ma l’acqua potabile e il cestino mi invitano a consumare qui la barretta proteica.

Da Marciac a Maubourguet: il canto nel bosco
Scendendo nel bosco avvio la registrazione dell’inno a Sant’Anna e lo canto per la prima volta della stagione non ancora iniziata. Mi si inumidiscono gli occhi.
Arrivo a Maubourguet per pranzo. Una provvidenziale fermata dell’autobus mi permette di sistemare ancora una volta l’assetto e di indossare finalmente il marsupio.
Raggiungo la chiesa di Saint-Martin ed entro per la consueta preghiera. Le candele disponibili sono poche e, per lasciarne anche agli altri, ne accendo solo una. È piccola, ma non importa la grandezza: conta l’amore che metto nella preghiera e nel raccogliere lungo il cammino le intenzioni che mi vengono affidate. Accumulo fatica e ostacoli da consegnare al Cielo; in cambio ricevo gioie inaspettate ed esperienze che spero mi rendano una persona migliore. In questi due anni di strada, in ogni senso, ne ho fatta molta. Ma il cammino, si sa, non finisce mai.
Mi colpiscono in particolare gli affreschi della samaritana al pozzo e del figliol prodigo, posti uno di fronte all’altro nel transetto.

Maubourguet è graziosa e accogliente
L’ufficio del turismo riaprirà alle 14.30. Decido quindi di pranzare. Davanti al Bar Restaurant des Autobus ci sono molte persone e, per esperienza, so che quando è così si mangia bene. Trovo un tavolino libero, mi accomodo e ordino un hamburger di Angus. Avrei preso anche una birra alla spina, ma la cameriera se ne dimentica e non la segna neppure sulla comanda. Lo interpreto come un incoraggiamento ad accontentarmi dell’acqua, che in Francia è sempre gratuita.
Mi avvio verso la Villa Imaginaire, il bed and breakfast prenotato per la notte, ma la trovo chiusa. Busso col batacchio, senza risposta. Telefono al numero indicato: mi risponde Max, che non è in casa. Dopo aver contattato sua madre, mi richiama per dirmi che arriverà entro una decina di minuti.
Nel frattempo inizia a piovere e mi riparo davanti al Comune. Attendo pazientemente Anouk e, quando arriva, entro con lei.

Una stanza tutta per me alla Villa Imaginaire di Maubourguet
La mia stanza è bellissima, curata in ogni dettaglio. Sembra una casa delle bambole. Fatico a trovare un angolo libero dove radunare le mie cose. Anche il letto è pieno di cuscini e runner, e il copriletto coloratissimo è ripiegato su sé stesso. Non c’è il topper, ma ormai ho imparato a farne a meno.
La stanza da bagno è enorme: due lavabi, una bilancia pesapersone — e io che mi sono dimenticata di rilevare il peso di partenza. Le finestre danno sulla strada e, essendo al piano terra, chiudo le tende per mantenere la mia riservatezza.
In giardino passeggiano galline e pulcini. C’è anche una piscina, ma oggi non è certo la giornata ideale per usarla.
Dopo essermi sistemata, esco per timbrare la credenziale all’ufficio del turismo e visitare il museo di archeologia, gratuito per i pellegrini. L’impiegata mi informa che dentro c’è già un altro pellegrino, olandese, alloggiato nel mio stesso posto. Ovviamente, né da una parte né dall’altra scatta l’istinto di socializzazione: vaghiamo solitari per un tempo indefinito nel museo. Se ne va lui per primo.
Passeggio ancora un po’ per le vie del paese. Guardo le vetrine e trovo la boulangerie dove acquistare qualcosa per cena: una fetta di pizza, una piccola quiche alla pancetta e l’immancabile éclair al cioccolato, che in Italia non abbiamo. Rientro alla Villa Imaginaire e mi siedo al tavolo in giardino a scrivere il diario della giornata. Anouk mi offre un bicchiere di succo di mela.

📝 Consigli avventurosi
La tappa da Marciac a Maubourguet ha uno sviluppo di 18,9 chilometri e un dislivello positivo di 470 metri.
Ho pernottato presso la graziosa Villa Imaginaire in cui la mia credenziale ha ottenuto il suo primo timbro in cera.
🧭 Itinerario
📽️ Vlog
📌 Salva questo articolo su Pinterest


