borgata Torrette a Casteldelfino
Cuneo a km 0

Casteldelfino, tra Santi e silenzio

La mia giornata in Alta Valle Varaita volge al termine. Mi lascio alle spalle la diga sul lago di Pontechianale. Una grossa conduttura scende lungo la montagna fino alla centrale idroelettrica di Casteldelfino, in provincia di Cuneo. Proseguo ancora per una manciata di chilometri in questo comune di appena 148 abitanti e mi dedico alla scoperta di due aree che ho adocchiato nel viaggio di andata.

Il bosco dell’Alevè, di cui vi ho raccontato nel post A tu per tu coi pini cembri, si estende anche qui. Sono dunque presenti sentieri con cui scoprirlo con un approccio differente. Altresì è stato allestito in paese l’istruttivo Centro visita Alevè in cui approfondire gli aspetti naturalistici e ambientali della più grande cembreta delle Alpi.

Casteldelfino si trova in una conca in cui confluiscono le valli di Chianale e di Bellino. Storicamente fu teatro di lotte religiose e guerre di successione. Questo non impedì il tramandarsi della cultura occitana, ben radicata con le sue antiche tradizioni e la sua lingua.

borgata Torrette a Casteldelfino
borgata Torrette a Casteldelfino

Casteldelfino e il museo en plein air

Dall’inaugurazione avvenuta nel 2012, il museo en plein air Santi del Popolo è stato via via completato e trasformato in un vero e proprio salotto. Appena metto piede nell’area vengo accolta da una voce registrata e la mia presenza viene aggiunta al numero dei visitatori totali.

Scendendo le scale apprezzo le casse acustiche ben mimetizzate. Incontro San Francesco intento a fare la predica agli uccelli e al lupo. Premo i tasti sulla pulsantiera e ascolto. Questo è solo l’antipasto di ciò che mi attende nell’anfiteatro poco sotto. La voce del santo è quella dell’attore Antonio Mattia Lofaro.

San Francesco fa la predica al lupo e agli uccelli
San Francesco fa la predica al lupo e agli uccelli

Il Monvisino

Al centro dell’area svetta il Monvisino, monumento in memoria delle prime spedizioni italiane che salirono in vetta al Monviso partendo da Casteldelfino. Nel 1863 l’impresa fu compiuta da Quintino Sella, Giovanni Barracco, Paolo e Giacinto di Saint Robert, le guide Raimondo Gerthoux e Giuseppe Boudoin (di Casteldelfino) e Giovan Battista Abbà.

La prima salita femminile al Monviso avvenne nel 1864 con Alessandra Boarelli e Cecilia Fillia.

Monvisino a Casteldelfino
Monvisino

I Santi del Popolo

L’anfiteatro mi accoglie con un abbraccio. Il porticato ospita sedici statue in bronzo. Sono famosi, li conosco sin da bambina, la gente li ama da sempre e l’appellativo di Santi del Popolo rende bene l’idea di chi incontrerò in questo percorso religioso.

Le targhe accanto a ognuno sciolgono ogni eventuale dubbio. E i pulsanti con cui ascoltare le biografie permettono di approfondire ulteriormente i protagonisti della devozione popolare.

Le vetrocamere colorate coi fiori alpini collocate alle spalle delle statue creano una suggestiva cornice naturalistica.

Scorrono davanti ai miei occhi i Santi Luigi Orione, Lucia, Sebastiano, Michele Arcangelo, Chiara d’Assisi e il Beato Giovanni Paolo II. E poi Francesco d’Assisi, Pio da Pietrelcina, Maria Vergine Immacolata, Giuseppe, Antonio abate. E ancora Giovanni Bosco con Domenico Savio, Chiaffredo, Anna, Lorenzo e Nicola.

San Michele Arcangelo
San Michele Arcangelo

Borgata Torrette a Casteldelfino

Ripercorrendo a ritroso la Valle Varaita raggiungo la silenziosa borgata Torrette. Sorge ai margini della carreggiata, arroccata su uno sperone roccioso. Qui i bambini giocano ancora per strada.

Entro in punta di piedi, timorosa di far troppo rumore. Lentamente cammino sulle vie lastricate in pietra. Sono realizzate in modo da favorire il deflusso dell’acqua piovana. Mi affaccio nei cortili, mi lascio catturare dai dettagli ben curati di un’architettura montana che mi sorprende sempre.

Qui, dove il tempo sembra essersi fermato, esiste ancora il silenzio. La modernità c’è ma è più sobria che altrove. L’ebbrezza di scoprire un angolo di mondo incontaminato dal rumore è dannatamente appagante. Anticamente avamposto del Delfinato, la borgata Torrette fu di fatto francese per ben quattrocento anni. L’abside della chiesa era addirittura la torre di avvistamento.

Scorgo con piacere alcune belle statue in legno di pino cembro realizzate sapientemente con la motosega dallo sculture Barba Brisiu. Rappresentano i lavori itineranti svolti dagli avi degli abitanti della borgata.

sculture in legno nella borgata Torrette a Casteldelfino
sculture in legno nella borgata Torrette a Casteldelfino

📝 Consigli avventurosi

Casteldelfino si presta a un ovvio approccio naturalistico ideale per praticare escursionismo, alpinismo, arrampicata, mountain bike e ciclismo. D’inverno le attività outdoor spaziano dallo sci di fondo allo sci alpinismo passando per racchette da neve e cascate di ghiaccio.

Dal punto di vista culturale le tappe che ho presentato in questo post sono un buon punto di partenza per tuffarsi nella cultura occitana.

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