Cammino di Sant'Anna
Cuneo a km 0

Santuario di Sant’Anna di Vinadio: il mio cammino

È da alcuni anni che, puntualmente, penso che mi piacerebbe raggiungere questo posto speciale. Ma devo farlo come si deve: in bicicletta o a piedi. Oggi il meteo prevede nubi sparse. È la giornata giusta. Le mie gambe sono davvero pronte per affrontare uno dei trekking più emozionanti di sempre. Devo solo decidere se cimentarmi con un percorso classico o con un anello che ho adocchiato negli ultimi giorni. È così che inizia il mio personalissimo cammino verso il santuario di Sant’Anna di Vinadio, in provincia di Cuneo.

A mano a mano che, in auto, mi addentro nella valle Stura medito intensamente. Dalla scelta che farò dipenderà l’andamento di tutta la giornata e, soprattutto, i ricordi che porterò per sempre con me. Il fatto che sia indecisa è segno che ho due alternative tra cui scegliere. Su carta le conosco entrambe, ci ho ragionato in tempi diversi. In realtà sul percorso classico da quest’anno è cambiato qualcosa e c’è pure un nuovissimo ponte tibetano da provare.

sulla strada verso il santuario di Sant'Anna di Vinadio
sulla strada verso il santuario di Sant’Anna di Vinadio

Le nubi che si spostano velocemente sopra di me mi suggeriscono la presenza di vento in alto. Così, giusto appena prima di parcheggiare, decido che i panorami per oggi non hanno la priorità. Il mio cammino verso il santuario di Sant’Anna di Vinadio si svolgerà partendo dalla frazione Pratolungo di Vinadio.

Santuario di Sant’Anna di Vinadio: partenza da Pratolungo

Ho immaginato tante volte questo momento che ora diventa realtà. Sono le 8.10 e io sono una pellegrina in viaggio per andare a trovare la nonnina di ognuno di noi. A mano a mano che procedo a piedi sull’asfalto ripenso a una delle più belle tappe del Giro d’Italia di sempre. Incollata davanti alla televisione vidi l’impresa di Vincenzo Nibali che, inaspettatamente, vinse il Giro del 2016 alla penultima tappa.

Nominalmente questa salita è di circa 15 chilometri ma, grazie alle scorciatoie nei tornanti, riesco ad accorciarla un po’. Noto con piacere la presenza di alcune fontane. Vengo sorpassata da un ciclista che mi saluta. Ne seguiranno altri.

ciclisti diretti al santuario di Sant'Anna di Vinadio
ciclisti diretti al santuario di Sant’Anna di Vinadio

Sul lato opposto del torrente noto la presenza di un sentiero. Più avanti scoprirò con piacere che si tratta di una parte dell’antico tracciato ripristinato. Grazie a questa novità, da quest’anno, il pellegrinaggio a piedi verso il santuario di Sant’Anna di Vinadio può essere svolto quasi tutto su sentiero. Io oggi proverò questo nuovo percorso solo in discesa.

Santuario di Sant’Anna di Vinadio: l’antico sentiero

Il mio cammino prende una piega diversa proprio nel momento in cui, attraversato un ponticello, identifico quella che sarà la mia strada di ritorno. Felice per questa scoperta percorro ancora alcuni metri su asfalto e, con immenso piacere, identifico la cartellonistica che mi guiderà da qui al santuario di Sant’Anna di Vinadio.

Finalmente imbocco un vero sentiero e, quando mi trovo alla fatidica biforcazione che mi chiede se voglio attraversare o meno il nuovissimo ponte tibetano, non ho dubbi. Lungo il tracciato, solitari qua e là, spiccano coloratissimi gigli di San Giovanni. Sbuco nei pressi della Colonia Baraccone e mi fermo per una pausa. È presente una fresca fontana ricavata dal tronco di un albero. Mi trovo a metà percorso: mi restano ancora 7,5 chilometri da percorrere. Tra due ore sarò al santuario.

ponte tibetano
ponte tibetano

Percorro un tratto su asfalto, taglio i tornanti grazie alle apposite scorciatoie segnalate e, a un tratto, mi trovo di fronte a un immenso vallone da attraversare. Lassù, al centro, appoggiati su una balconata naturale, distinguo degli edifici. È là che devo andare. Questo primo approccio visivo col santuario di Sant’Anna di Vinadio è semplicemente meraviglioso.

Margherite giganti lungo il Cammino

Il tracciato, per alcune centinaia di metri, è addirittura contornato da pietre disposte ordinatamente in fila. Al di là della carreggiata si trovano poi delle graziose margherite giganti create con pietre dipinte in bianco e giallo. Si tratta di una delle iniziative organizzate dall’associazione Il Cammino di Sant’Anna per promuovere il senso del pellegrinaggio come metafora della vita stessa.

Cammino di Sant'Anna
Cammino di Sant’Anna

A un tratto è però l’acqua a prendere il sopravvento ma, camminando con cautela, riesco a non bagnarmi i piedi.

Più avanti una palina mi orienta verso la strada provinciale ma un’ultima provvidenziale accorciatoia mi permette di superare il dislivello mancante e di avvicinarmi sempre di più. È presente anche un tratto piuttosto esposto che supero con cautela. Giungo infine davanti al sagrato del santuario di Sant’Anna di Vinadio.

Oltre a me ci sono poche altre persone tra cui alcuni ciclisti. Riesco quindi ad apprezzare la pace e la serenità che questo posto riesce a trasmettere. Mi affaccio timidamente all’interno dell’edificio e noto con stupore che il pavimento è in salita. Ciò è dovuto al fatto che è stato costruito su una roccia. Le pareti sono piene di ex-voto di epoche diverse.

santuario di Sant'Anna di Vinadio
santuario di Sant’Anna di Vinadio

Santuario di Sant’Anna di Vinadio: discesa lungo il Cammino

Al sole ma al riparo dal vento, mi concedo un meritato pranzo panoramico. È giunto il momento di tornare a Pratolungo. Mi attendono undici chilometri in discesa.

Prestando attenzione ai tratti più tecnici che ho già affrontato in salita mi lascio alle spalle la fatica delle quattro ore precedenti. Il sole mi accompagna ancora per un bel po’ ma, a un tratto, si nasconde dietro a cupe nubi. Guardo in direzione del santuario e mi rendo conto che la scelta dell’ultimo minuto sull’itinerario da percorrere è stata la migliore che potessi fare per oggi.

Alla Colonia Baraccone faccio una breve sosta per riempire entrambe le borracce con la fresca acqua della fontana. Poi riprendo speditamente l’antico sentiero e attraverso nuovamente con piacere il ponte tibetano.

fontana nei pressi della Colonia Baraccone
fontana nei pressi della Colonia Baraccone

Infine scopro l’ultima parte del sentiero ripristinato. Scorre parallelo alla strada provinciale ma dall’altro lato del torrente. Frecce e tacche gialle dipinte mi trasmettono la sicurezza di sapere dove sto andando. A un tratto lo sterrato lascia il posto a una strada di collegamento. Consulto il Garmin e la mappa mi conferma che sto andando nella direzione giusta.

Distinguo da lontano la palina che m’indirizza verso l’ultimo tratto di sentiero. Sbuco a poche centinaia di metri dal parcheggio. Mentre raggiungo la macchina iniziano a scendere le prime gocce di pioggia. È stata una gran bella camminata e una delle più belle escursioni della mia vita.

Consigliato a…

All’inizio della salita, in prossimità del parcheggio, è chiaramente indicato quale direzione prendere per procedere sin da subito con l’antico sentiero o per cimentarsi invece col percorso stradale. Complessivamente ho camminato per 22 chilometri, impiegando 4 ore all’andata e 3 ore e 20 minuti al ritorno. Ovviamente è possibile parcheggiare più avanti (ad esempio alla Colonia Baraccone) ed effettuare il proprio pellegrinaggio da lì. Se, invece, volete raggiungere il santuario in auto, sono presenti parcheggi sul posto.

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4 thoughts on “Santuario di Sant’Anna di Vinadio: il mio cammino”

  1. Anche io ho pensato tante volte di fare questo percorso a piedi, però purtroppo al momento mi sono limitata al giro ad anello dei laghi, partendo proprio dal santuario. Mio fratello invece ha fatto questa salita in bici – chissà che non sia uno di quelli che hai fotografato perché era il mese scorso ed era insieme a due amici!

    1. Anche il giro che hai fatto tu è bello. L’ampio parcheggio nei pressi del santuario invoglia a considerarlo anche come punto di partenza anziché di arrivo. Io sono andata il 22 giugno, era un martedì!

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