Alla ricerca della meridiana perduta

Borgo San Dalmazzo

Almeno una volta all’anno, non importa in che stagione, raggiungo la frazione di Sant’Antonio Aradolo a Borgo San Dalmazzo. Di solito parcheggio qui ma è anche possibile proseguire in auto ancora per poco più di mezzo chilometro e lasciarla direttamente nell’ampio spazio disponibile a Tetto Pilone (1093 m) dietro la cappelletta con la prima meridiana del percorso.

meridiana a Tetto Pilone
meridiana a Tetto Pilone

Il primo tratto è su asfalto. Ignoro (ma talvolta passo direttamente da qui per una merenda panoramica) la ripida deviazione che mi porterebbe, in appena dieci minuti, sul Monte Croce. Poco dopo aver iniziato a calpestare lo sterrato incontro un bivio che mi permette di scegliere se andare direttamente lungo la tranquilla via delle meridiane o cimentarmi con la più ardita salita al monte Saben.

indicazioni a inizio sentiero
indicazioni a inizio sentiero

Salgo su e trovo un paio di boscaioli intenti a tagliar faggi. Proseguo ancora e raggiungo la Colla delle Piastre (1386 m) da cui ho una splendida visuale sul Saben di fronte a me.

a metà strada
a metà strada

Proseguo sulla cresta e m’inoltro in un cupo boschetto. Alla biforcazione che m’impone di scegliere tra sentiero facile o ripido, scelgo il primo per verificare le condizioni della fontana segnalata. Nella prima metà di ottobre di un anno particolarmente siccitoso, è completamente asciutta.

sentiero facile o ripido?
sentiero facile o ripido?

Il tratto finale è particolarmente ripido. In caso di pioggia o neve potrebbe essere anche sdrucciolevole.

Raggiungo la cima del Monte Saben (1670 m) e ho davanti agli occhi l’infinito. Il panorama spazia dalla valle Stura (croce di vetta) alla valle Gesso (meridiana).

vetta raggiunta!
vetta raggiunta!

La curiosa meridiana che conclude virtualmente la via delle meridiane è stata costruita da Marchetti Bernardo e, con la collaborazione del CAI di Borgo San Dalmazzo, è stata posizionata su un pilone di pietre in cima al Monte Saben. I tubicini che la contraddistinguono sono cannocchiali puntati sulle principali vette del cuneese.

meridiana coi cannocchiali
meridiana coi cannocchiali

Torno giù dalla stessa via di salita fino al Colle del Firet (1155 m). Svolto a sinistra e m’inoltro sulla via delle meridiane. Nei pressi del Ciabot Padela è allestita una curiosa scenografia con vari personaggi scolpiti.

sul sentiero delle meridiane
sul sentiero delle meridiane
sul sentiero delle meridiane
sul sentiero delle meridiane

Proseguendo la passeggiata raggiungo la bella baita I Ruciariund, vicino alla quale è presente un punto panoramico contraddistinto da un albero ricurvo tagliato a metà con apertura a cassetto in cui sono scolpite le principali vette visibili. Alle mie spalle la meridiana di Pinocchio segna solo ore serene.

Segno solo ore serene
Segno solo ore serene
Mustra ‘d Bernard a marca jure ch’a mancu al tramunt
meridiana nel cortile della baita Il Ruciariund
meridiana nel cortile della baita Il Ruciariund

Proseguo sulla stradina e, poco dopo, raggiungo lo slargo in cui sono installati pali di ripetitori. Qui è allestita la piazzetta delle meridiane.

piazzetta degli orologi solari
piazzetta degli orologi solari

L’app di geocaching mi segnala una divertente scatoletta nascosta da queste parti. Ci metto qualche minuto a individuare la posizione esatta e, come la apro, non riesco a trattenere una risata.

nella piazzetta degli orologi solari
nella piazzetta degli orologi solari
nella piazzetta degli orologi solari
orologio satellitare
orologio satellitare

Proseguo sulla cresta in leggera discesa e poi salita. Arrivo sul Monte Croce (1217 m). Pur non essendo molto elevato offre un panorama spettacolare.

Bisalta innevata a febbraio
Bisalta innevata a febbraio

Sono presenti la croce di vetta e una meridiana piuttosto complessa che indica quattro tipi di ore di epoche diverse. Il bordo è costituito dalle sagome delle montagne visibili da questo punto.

meridiana sul monte Croce

Dopo una meritata merenda panoramica torno giù passando per la ripida scorciatoia. In alternativa è possibile proseguire sulla dorsale e scendere attraverso il bosco fino a raggiungere Tetto Pilone.

Riprendo la macchina e mi dirigo verso il Santuario di Monserrato. La sua origine risale alla prima metà del XVII secolo ed è collegata al culto della Madonna dalla pelle scura venerata a Montserrat in Spagna e Oropa Italia.

Il santuario è aperto tutti i giorni (domenica solo al pomeriggio) nel mese di maggio e la domenica dalla prima di giugno alla seconda di settembre.

Santuario di Monserrato
Santuario di Monserrato

A due passi dal santuario è presente il ristorante bar Amunse, ideale per una sosta dopo la passeggiata.

La sola salita al Monte Saben senza la via delle meridiane ha un dislivello di 700 metri e uno sviluppo complessivo di 11,5 chilometri per un totale di circa quattro ore e mezza di cammino (di cui due e mezza di salita).

Il percorso ad anello della via delle meridiane ha uno sviluppo di 7 chilometri e impegna solo per un’ora e mezza.

CONSIGLIATO A …

La salita al Monte Saben è adatta ai camminatori più allenati. La via delle meridiane va bene per tutti.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: