La perla della Valle Isarco

Vipiteno, 12-15 febbraio 2020

Vipiteno, nel cuore della Valle Isarco, è uno dei borghi più belli d’Italia ed è comodamente raggiungibile in treno. Inoltre vanta la pista di slittino più lunga d’Italia, ben 10 chilometri in mezzo ai boschi. Tutto questo mi basta per organizzare una gita di qualche giorno.

GIORNO 1

Arrivo nel primo pomeriggio. Un quarto d’ora a piedi e sono nella mia stanza presso l’hotel Lamm nel centro storico. A seconda della stanza scelta, la finestra si affaccia sul centro o sul cortile interno.

sullo sfondo la Torre delle Dodici, simbolo della città
sullo sfondo la Torre delle Dodici, simbolo della città

Per visitare la città bastano poche ore. Visto che l’albergo si trova nella Città Nuova, inizio da qui. Le case colorate hanno facciate caratteristiche con merlature sulla sommità. Non sono visibili i tetti dalla strada e questa soluzione architettonica è stata adottata per impedire il propagarsi degli incendi da un lato all’altro. Sono presenti numerosi “Erker” (bovindi) che hanno la duplice funzione di aumentare la luminosità all’interno dell’edificio e permettere di osservare la strada. Le splendide insegne in ferro battuto hanno tuttora gli antichi colori che, un tempo, permettevano ai viandanti di capire se si trattava di una taverna o un albergo.

via Città Nuova e Torre delle Dodici
via Città Nuova e Torre delle Dodici
facciata con Erker e insegna in farro battuto
facciata con Erker e insegna in farro battuto
insegna in ferro battuto
insegna in ferro battuto

Raggiungo il Municipio in stile tardogotico con davanti la statua di San Giovanni Nepomuceno eretta nel 1739 affinché proteggesse la città dalle inondazioni. Nel cortile interno è presente una copia della stele di Mitra che testimonia la presenza di legioni militari romane sul territorio. All’interno del Municipio è possibile visitare la sala consigliare in legno.

Municipio e statua di San Giovanni Nepomuceno
Municipio e statua di San Giovanni Nepomuceno
copia della stele di Mitra
copia della stele di Mitra
sala consigliare
sala consigliare

Dal Municipio partono i portici che servivano a proteggere le merci esposte dalle intemperie. Arrivo fino all’hotel Lilie, il più antico della città, in cui è ancora riconoscibile l’antica struttura medievale della casa col magazzino al pianoterra, gli uffici al primo piano, il lucernaio interno con le scalinate verso la parte abitativa.

hotel Lilie con galleria di negozi
hotel Lilie con galleria di negozi

Tornando indietro lungo la via raggiungo la Torre delle Dodici, alta 46 metri e simbolo della città. E’ chiamata così perché ogni giorno, puntualmente alle ore dodici, suona le campane. Divide la città vecchia da quella nuova.

attraversando la Torre delle Dodici per andare nella Città Vecchia
attraversando la Torre delle Dodici per andare nella Città Vecchia
Torre delle Dodici
Torre delle Dodici

Entro in piazza Città e scopro che, durante l’inverno, viene allestita una pista di pattinaggio. La piccola chiesa di Santo Spirito ospita un bellissimo ciclo di affreschi realizzato nel 1402.

piazza Città con la pista di pattinaggio
piazza Città con la pista di pattinaggio
chiesa di Santo Spirito
chiesa di Santo Spirito
porta d'ingresso della chiesa di Santo Spirito<
porta d’ingresso della chiesa di Santo Spirito

GIORNO 2

La spettacolare giornata che mi si presenta all’uscita dell’albergo mi spinge a fare ciò per cui sono venuta a Vipiteno: la gita al Monte Cavallo. Mi dirigo con sicurezza oltre la Torre delle Dodici e la Città Vecchia. Proseguo ancora qualche minuto ed eccomi alla stazione di partenza della cabinovia.

Spendo quattordici euro per una corsa singola visto che so già che tornerò giù con un altro mezzo. Presso il noleggio faccio l’iscrizione e conservo il tagliando che mi servirà al negozio a monte. In albergo mi hanno consegnato un voucher per lo slittino gratuito e, quindi, pagherò solo un euro di assicurazione al momento del ritiro del mezzo (che restituirò poi a valle).

appena uscita dalla cabinovia (1860 m)
appena uscita dalla cabinovia (1860 m)

Il Monte Cavallo, d’inverno, è il posto ideale per gli amanti della neve. Gli sciatori possono contare su venti chilometri di piste in condizioni perfette. Per tutti gli altri c’è la possibilità di fare una lunga camminata o un paio di sentieri con le ciaspole.

panorama

Attraverso le piste da sci con attenzione e mi ritrovo sul sentiero circolare Flaner Jöchl. Si tratta di un’escursione di sei chilometri adatta a tutta la famiglia e che impegna per un paio d’ore.

il Monte Cavallo, d'estate, offre varie possibilità di escursioni
il Monte Cavallo, d’estate, offre varie possibilità di escursioni

Trattandosi di un percorso ad anello si può scegliere in che senso affrontarlo. Opto per l’antiorario così, dopo la breve discesa iniziale, sono quasi sempre in lieve salita. Altresì è possibile decidere di fare un anello meno ampio ma, avendo la bella mattinata a disposizione, faccio il percorso completo.

oltre il totem Vipiteno e la Valle Isarco
oltre il totem Vipiteno e la Valle Isarco
panorama

Il sentiero è ben battuto e, dopo pochi minuti, entra nel bosco e un’atmosfera magica mi circonda. Cammino praticamente in piano sotto lo sguardo attento di pini, abeti e larici, gli unici compagni che incontro per il momento.

passeggiando nella neve

Esco dal bosco e oltrepasso un laghetto utilizzato come bacino di stoccaggio per l’acqua destinata alla produzione di neve artificiale.

valle Isarco
valle Isarco

Dopo una decina di minuti arrivo al bivio decisivo, quello in cui decidere se fare il percorso ad anello corto o lungo. Proseguo risoluta sulla salita più impegnativa dell’intero tracciato. Dal punto panoramico in cui sono presenti i ripetirori il panorama va dalle Alpi Sarentine alla Val di Vizze in primo piano, alle cime delle Dolomiti all’orizzonte fino a uno scorcio della Val di Fleres.

nella neve

In discesa supero vari escursionisti che hanno fatto il percorso corto.

scendendo giù

Raggiungo la croce al laghetto Kastellache interamente coperto di neve.

croce al laghetto Kastellache
croce al laghetto Kastellache

Il percorso finisce ma è ancora presto per pranzare. Mi rilasso al sole e, quando è l’ora giusta, riattraverso la pista da sci e salgo a Sterzinger Haus (1930 m), ristorante panoramico grande e accogliente, per mangiare i canederli.

Sterzinger Haus (1930 m)
Sterzinger Haus (1930 m)
canederli

Nessuno mi mette fretta e, al caldo del ristorante, osservo l’orizzonte davanti a me. Un gruppo di montagne attira la mia attenzione, sono sicura di conoscerle. Mi viene in mente un nome ma mi sembra geograficamente impossibile e difatti lo è. Dopo mangiato, sul terrazzo panoramico, scorgo la fondamentale foto panoramica coi nomi delle vette e svelo il mistero. Quelle montagne le conosco davvero bene avendoci dedicato parecchie serate a ricomporle in un puzzle da 1500 pezzi raffigurante la Val di Funes. Si tratta delle Odle che, per ironia della sorte, il giorno in cui andai davvero nel posto raffigurato dal mio puzzle, erano coperte dalla nebbia!

sullo sfondo, al centro, le Odle
sullo sfondo, al centro, le Odle
tavola panoramica

Ritirato il mio slittino al noleggio, mi godo la bella discesa di dieci chilometri nel bosco. Verso il finale sorrido davanti alla postazione fotografica che immortala la mia discesa.

e adesso si scende a valle!
e adesso si scende a valle!

GIORNO 3

Nella notte ha nevicato e dedico la mattina a una passeggiata attorno a Vipiteno. Fino a quel momento l’unica neve che avevo pestato era quella sul Monte Cavallo visto che più in basso erano coperte solo la pista di rientro con gli e la pista di slittino.

Lo Sterzinger Rundweg è un giro ad anello nei dintorni della città della durata di circa due ore e che tocca da vicino Castel Tasso e Castel Pietra visitabili però solo in estate. Partendo da Porta Bressanone in centro paese, si segue per un tratto la pista ciclabile verso Bressanone, poi le indicazioni per i castelli e poi nuovamente per Vipiteno.

la neve nella parte centrale dura poche ore
la neve nella parte centrale dura poche ore

Punto con decisione verso Castel Pietra. Nel dirigermi verso questa meta noto a terra due serie di orme, una del mio stesso numero e una di un cane di piccola taglia. Qualcuno sta andando lassù. A un tratto le orme dell’andata s’incrociano con quelle del ritorno ma io non ho incrociato nessuno! Qualche decina di metri dopo scopro che la persona che mi precede ha sbagliato strada. Torno sui miei passi e, osservando meglio, trovo la giusta traccia per salire. Proseguo nel bosco e, quando sbuco all’aperto, devo affrontare il tratto più ripido ed esposto dell’intero tracciato. In quel momento soffia anche un forte vento. Procedo di qualche passo sulla neve gelata e torno indietro perché ridiscendere da lì risulterebbe azzardato. Sicuramente la persona che mi precede scenderà dal lato opposto ma, per il mio itinerario, il percorso sarebbe troppo lungo. Tento una via alternativa ma, per via delle foglie secche e del fondo viscido, non va bene. Torno indietro e raggiungo nuovamente Vipiteno. Visito la chiesa Madonna della Palude, risalente al XV secolo e riccamente decorata di affreschi dai colori vividi.

Castel Pietra

A pranzo trovo un tavolo nel Gasthof Traube dove prendo una pizza e un ottimo tortino caldo al cioccolato.

tortino caldo al cioccolato

Nel pomeriggio faccio tappa da Mair Mair per acquistare una bottiglia di bombardino originale dell’Alto Adige da portare a casa come souvenir della vacanza.

Mair Mair

CONSIGLIATO A…

Vipiteno d’inverno è adatta per gli amanti della neve, anche per quelli che non sciano.

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