Caccia al tesoro a Lurisia

Lurisia, 21 maggio 2020

Prendi un pomeriggio di meteo variabile ma tutto sommato abbastanza caldo e soleggiato, una spropositata voglia arretrata di camminare nei boschi e la possibilità di andare a caccia di qualche geocache collocato in punti strategici lungo il percorso. Con questi ingredienti puoi trascorrere qualche ora spensierata e, perché no, anche giocare col fango e lanciare sassi nell’acqua.

i geocache sono nascosti in punti strategici nel bosco
i geocache sono nascosti in punti strategici nel bosco

Parcheggio a Lurisia, nei pressi dell’istituto idrotermale. M’incammino oltre la struttura e raggiungo l’inizio del sentiero che conduce alla Cappella dell’Olocco. Per la ricerca dei geocache mi affido al GPS Garmin, uno strumento fondamentale per gli escursionisti. Consulto l’app ufficiale sullo smartphone solo per avere una visione d’insieme e, raggiunti gli obiettivi, per abbozzare il ritrovamento che poi completerò una volta tornata a casa.

l'anello inizia e finisce qui
l’anello inizia e finisce qui

Raggiungo il bivio in cui inizia e si conclude il percorso ad anello che ho in mente di fare oggi. A sentimento lo farei in senso antiorario ma oggi decido di stravolgere i miei schemi mentali e di approcciarmi all’itinerario in senso orario. Svolto a sinistra. Raggiungo la suggestiva borgata abbandonata di Prarosso completamente avvolta dal bosco. Qui si svolse un sanguinoso scontro fra soldati dell’esercito napoleonico e truppe piemontesi. Il nome della borgata deriva proprio dal sangue delle vittime. Gli indizi a mia disposizione sono molto chiari e, dopo un incontro ravvicinato con le ortiche, ho tra le mani il primo ritrovamento della giornata. Colgo l’occasione per far uscire allo scoperto per una foto ricordo i due trackable attualmente nel mio inventario: Little Eagle e Molletje.

Little Eagle incrementa i chilometri percorsi durante il suo viaggio
Little Eagle incrementa i chilometri percorsi durante il suo viaggio

Attraverso il rio e vado sempre più su. A un certo punto supero il punto più ripido dell’intero percorso e mi complimento con me stessa per aver scelto di affrontarlo in salita anziché in discesa. Raggiungo la Cappella dell’Olocco ed effettuo la manutenzione del geocache che ho nascosto io stessa in questo posto. I più attenti noteranno che, tranne questo, i geocache sparsi sul trail delle sorgenti appartengono tutti allo stesso owner. E’ successo che io ho avuto l’idea di far conoscere questo posto mentre Avaser stava preparando un percorso più articolato comprendente anche questa tappa. La sorpresa più grande è stata scoprire che, quando lui è venuto a rimuovere il suo contenitore ormai inutile, i nostri nascondigli erano molto vicini. Sarebbe stato clamoroso trovare il suo geocache mentre cercavo un posto per posizionare il mio, un FTF (First to Find) storico!

Cappella dell'Olocco
Cappella dell’Olocco

Salgo su una collinetta e, dopo pochi minuti, mi trovo a cercare un contenitore collocato piuttosto in alto. Sì, è su albero. A questo punto potrebbe non essere possibile raggiungere fisicamente la cache ma, se si individua la sua posizione esatta, si può provare a scrivere all’owner con photolog e attendere la sua conferma per registrare il ritrovamento.

Molletje incrementa i chilometri percorsi durante il suo viaggio
Molletje incrementa i chilometri percorsi durante il suo viaggio

Riprendo il sentiero da cui sono arrivata e lo seguo fino a raggiungere una biforcazione. A destra è il sentiero da cui sono arrivata, per il ritorno svolto a sinistra. A parte un escursionista che ho superato nella prima parte del percorso, la giornata si rivela apparentemente solitaria. Le creature del bosco mi osservano dai loro nascondigli e si celano al mio passaggio.

in leggera discesa nel bosco
in leggera discesa nel bosco
a destra è il sentiero da dove sono arrivata, per il ritorno svolto a sinistra
a destra è il sentiero da dove sono arrivata, per il ritorno svolto a sinistra

Il trail sulla via delle sorgenti percorre le orme di una corsa competitiva e una camminata che, con percorso di differente lunghezza e dislivello, portano da Lurisia alla Cappella dell’Olocco. Sicuramente il giorno in cui si svolge è quello in cui s’incontra più gente in questi boschi.

sorgente lungo il percorso
sorgente lungo il percorso
fresca acqua di sorgente<
fresca acqua di sorgente

Mi avvicino sempre di più al geocache selezionato. Un suono mi avvisa che sono giunta a destinazione. Gli alberi qui sono molto alti e il solo utilizzo del GPS del cellulare renderebbe impossibile la ricerca. Le coordinate sono molto precise ma, prima di risolvere la situazione, devo guardarmi un po’ intorno. In realtà identifico subito la postazione ma, chissà perché, preferisco prima guardare in altri possibili posti.

i segnavia biancorossi indicano i sentieri curati dal CAI
i segnavia biancorossi indicano i sentieri curati dal CAI

Il sentiero è sempre abbastanza evidente e punteggiato da alberi colorati con le pennellate biancorosse del CAI che permettono di percorrerlo sapendo dove si sta andando. In caso di dubbio basta tornare sui propri passi fino all’ultimo punto noto e guardarsi intorno per verificare la direzione da prendere.

il GPS m'indica la strada per il prossimo geocache
il GPS m’indica la strada per il prossimo geocache

Continuo a scendere nel bosco e ad avvicinarmi all’ultima tappa della geo-caccia di oggi. Gli indizi a mia disposizione sono talmente chiari che il ritrovamento è pressoché immediato. Soddisfatta per il bottino pieno realizzato su questo tracciato, proseguo fino a ritornare al parcheggio in cui ho lasciato la macchina.

i ruderi che mi lascio alle spalle
i ruderi che mi lascio alle spalle

Ho conosciuto questo itinerario proprio grazie al geocaching nel momento in cui ho cercato la strada per raggiungere la Cappella dell’Olocco per nascondere il mio contenitore. Il fatto che ora ci sia un percorso a tappe rende la passeggiata più emozionante.

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