al centro la Torre Bianca, uno dei simboli della città
Trentino-Alto Adige

Le mie giornate brissinesi

Per scoprire se ami veramente un luogo, devi viverlo sotto la pioggia. Bressanone, in Alto Adige, mi era già entrata nel cuore anni fa, in occasione dei Mercatini di Natale. Il desiderio di conoscerla meglio non si era mai sopito e, oggi, finalmente posso esplorarla per bene. Il viaggio per raggiungerla è contraddistinto dalla pioggia che mi accompagna anche per tutto il primo giorno della mia vacanza. Tuttavia, nel momento stesso in cui individuo il posto perfetto in cui parcheggiare, mi sento immediatamente a casa.

Il palaghiaccio e le varie associazioni sportive con i rispettivi impianti sull’altro lato della strada mi trasmettono gioia. Ogni sera, andando a riprendere l’auto per rientrare in albergo, incrocio giovani atleti che vanno ad allenarsi. Tra i vari pullmini parcheggiati all’interno del cortile c’è anche quello della squadra di pallamano, sport che purtroppo non ho mai avuto il piacere di approfondire.

Ombrello in mano mi appresto quindi a raggiungere le vivaci vie del centro. Accanto a me sfilano alcuni edifici scolastici tra cui quello alberghiero.

insegna in ferro battuto
insegna in ferro battuto

Un parco plurigenerazionale a Bressanone

Subito dopo l’area sportiva ma immediatamente prima di quella scolastica un insolito cartello attira la mia attenzione. È infatti la prima volta che mi trovo all’ingresso di un parco plurigenerazionale. La pioggia mattutina non mi mette fretta, ho tutta la giornata a mia disposizione per vivere pienamente la città e scoprirne i segreti e le curiosità.

Il parco del Lido si affaccia su un bel laghetto con tartarughe e anatre e vanta anche la presenza di un innovativo ristorante cosmopolita con servizio bar e gelateria. Alti alberi ombreggiano la zona.

Oltre ai giochi per bambini noto la presenza di un’apposita area senior con attrezzi dedicati: ruota per le spalle, trave, molla per l’equilibrio, barra ondulata, scaletta per le dita, molla per le anche, archi per le spalle, allenamento per i polsi e asse di equilibrio. La seconda sorpresa è la presenza di alcune grandi gabbie che ospitano una selezione di uccelli in voliera, conigli e altri animali non selvatici.

Esco dal lato opposto e sbuco sulla pista ciclabile e pedonale, poco distante dall’impianto idrometrico. Accantonata qualunque intenzione di seguire un itinerario predefinito, percorro il lungofiume Isarco.

parco plurigenerazionale a Bressanone
parco plurigenerazionale

Duomo di Bressanone

Il Duomo di Santa Maria Assunta e San Cassiano è il principale luogo di culto di Bressanone e cattedrale della diocesi. Dal 1950 è anche basilica minore e, quindi, ecco perché sul portone d’ingresso spicca lo stemma del papa regnante. Nell’atrio, invece, sono presenti gli scudi stemmati dei papi che hanno avuto un rapporto con la città: Damaso II, Pio VI e Benedetto XVI.

L’edificio originario risale al X secolo ma viene distrutto da due incendi. Intorno al 1200 viene quindi sostituito da una costruzione romanica a tre navate e due campanili. Questi ultimi sono tuttora uno dei simboli della città. Nel XVIII secolo, con la ristrutturazione in stile barocco, si arricchisce degli affreschi di Paul Troger da Monguelfo e dei dipinti dei suoi allievi. L’altare maggiore di Theodor Benedetti è uno degli esempi barocchi più significativi del Tirolo.

Accanto al Duomo spicca un suggestivo chiostro decorato con un ciclo di affreschi gotici che illustrano le Sacre Scritture a chi non sa leggere. In particolare spiccano l’Adorazione dei Magi nella tredicesima arcata e un curioso elefante nella terza arcata. Noto anche come cavallefante, fa parte della rappresentazione della battaglia di Eleazar in cui Lazzaro combatte contro i siriani che attaccano Israele con questo animale esotico. Gli artisti, non avendone mai visto uno dal vero, presero come riferimento il mammifero più grande che conoscevano, il cavallo, e lo arricchirono con gli elementi tipici di cui avevano sentito parlare.

cavallefante nel chiostro del Duomo di Bressanone
cavallefante nel chiostro del Duomo di Bressanone

Chiesa parrocchiale di San Michele

La chiesa parrocchiale di San Michele è separata dal Duomo di Bressanone solo dal vecchio cimitero. L’edificio originario, di forma rettangolare con abside rotonda di epoca ottoniana, fu consacrato già nel 1038.

La costruzione attuale è tardo gotica ma l’interno è stato completamente ricostruito in stile barocco tra il 1757 e il 1758. Gli affreschi del soffitto di Joseph Hautzinger di Vienna adornano le volte, il dipinto sull’altare maggiore è del gesuita e pittore Andrea Pozzo e le figure di angeli accanto all’altare sono di Johann Perger.

La Torre Bianca, uno dei simboli della città, è la torre campanaria tardogotica della chiesa parrocchiale. Alta 72 metri e dotata di quattro bovindi, fino al 1934 fungeva da punto di osservazione per il guardiano del fuoco che abitava al suo interno. Il suo compito era individuare eventuali incendi e, quindi, dare l’allarme.

al centro la Torre Bianca, uno dei simboli della città
al centro la Torre Bianca, uno dei simboli della città

Hofburg e Museo Diocesano

La Hofburg o Palazzo Vescovile fu la residenza dei principi vescovi e poi dei vescovi della diocesi di Bressanone dalla metà del XIII secolo al 1973. Col trasferimento del vescovato a Bolzano l’edificio cambiò destinazione ospitando quindi il Museo Diocesano e l’Archivio Diocesano.

La Hofburg si presenta esternamente come un palazzo chiuso con quattro ali, tre piani e due portici a torre e un fossato fortificato sul lato meridionale. Quest’ultimo è oggi attraversato da un ponte in mattoni.

Il Giardino di Corte, liberamente accessibile al pubblico, è l’oasi di pace in cui nel tardo pomeriggio mi dedico alla lettura dei messaggi ricevuti. Le quattro aiuole sono coltivate con ortaggi ed erbe e ornate ai bordi con fiori. La preziosa fontana in bronzo al centro risale al periodo Biedermeier. Seduta su una delle panchine il tempo si ferma. Rivedo al rallentatore l’avventurosa giornata appena trascorsa. E ne condivido le emozioni.

La collezione di presepi del Museo Diocesano è tra le più importanti del mondo. Ma anche gli altri spazi visitabili sono molto belli: la Chiesa di Cortile dedicata a Maria Immacolata, l’appartamento vescovile, l’appartamento imperiale, la cancelleria aulica. La collezione di opere d’arte sacra va dal periodo romanico a quello moderno. Infine spicca il Tesoro del Duomo, uno dei più importanti delle Alpi, con le sue numerose attrezzature liturgiche, abiti e busti reliquiari.

L’ingresso individuale al Museo Diocesano costa € 10,00. Sono previste riduzioni per bambini, anziani, famiglie e gruppi. Inoltre, presentando la Brixen Card, la Museomobil Card, la Museum Card e le tessere ospiti con Museomobil integrato si può accedere gratuitamente.

Racconterò ulteriori dettagli in un prossimo post.

Giardino di Corte
Giardino di Corte

Abbazia di Novacella

Nella tarda mattinata smette di piovere ed esce anche un timido sole. Decido per una pausa pranzo veloce in una piccola panetteria a due passi dalla Torre Bianca. L’offerta menu prevede un panino, una bottiglietta d’acqua e un dolce. Ovviamente opto per una generosa fetta di strudel. Attraverso la vetrina, tra un boccone e l’altro, noto la presenza di due belle bancarelle di prodotti tipici. Ottime per acquistare qualche regalino da portare a casa.

Finito il pasto m’incammino con sicurezza verso il lungofiume Isarco. Il percorso pianeggiante lungo la pista ciclabile unisce Bressanone con l’Abbazia di Novacella costeggiando meleti e vigneti. La distanza è di circa sei chilometri. Tra andata e ritorno, con calma, ci vuole un’oretta. Più il tempo da dedicare alla visita del complesso abbaziale.

Approfondirò quest’emozionante avventura in un prossimo post.

lungofiume Isarco a Bressanone
lungofiume Isarco

Museo della Farmacia

Il Museo della Farmacia di Bressanone è aperto al pubblico dal 2002. Si trova al secondo piano della storica farmacia Peer. L’esposizione narra la storia dei farmaci da Paracelso a oggi approfondendo anche la vita della città negli ultimi quattrocento anni.

L’ingresso costa € 5,00. Con Brixen Card e tessere ospiti con Museomobil integrato è gratuito.

Racconterò ulteriori curiosità in un prossimo post.

Scorci curiosi di Bressanone

Dedico a Bressanone una giornata intera e tutte e quattro le serate del mio soggiorno. Mi sento a casa. Abbozzo percorsi casuali lungo le vie del centro. Scopro così che tutte le strade mi conducono in un felice angolo remoto del mio cuore. Questo viaggio è per me un punto d’arrivo e una ripartenza allo stesso tempo.

Dopo aver esplorato ogni arcata del chiostro del Duomo alla ricerca del cavallefante, seguo le tracce di un pachiderma che è transitato davvero in città. L’elefante Soliman, nel 1551, affrontò infatti un lungo itinerario da Lisbona a Vienna. Era un dono che Giovanni III, re del Portogallo, inviava a suo nipote, l’arciduca Massimiliano d’Austria. L’oste Andrä Posch lo ospitò per ben due settimane. La gente accorreva per vederlo. Il proprietario della locanda fece quindi dipingere sulla facciata lo storico passaggio dell’elefante. Nel 1578 decise anche di cambiare ufficialmente il nome della struttura che, da allora, si chiama Hotel Elefante.

lo storico passaggio a Bressanone dell'elefante Soliman nel 1551
lo storico passaggio a Bressanone dell’elefante Soliman nel 1551

Geocaching a Bressanone

La grande pietra sul marciapiede proprio dietro al vecchio cimitero non passa inosservata. Ma è solo l’ultima sera che mi fermo lì accanto. È l’ultima incombenza che mi resta da compiere prima di tornare a casa. Ovviamente c’entra il geocaching e sono alle prese con un Earthcache, ovvero un geocache senza un contenitore nascosto. Serve per far conoscere un luogo che testimonia un aspetto geologico del pianeta. In questo caso si tratta del granito di Bressanone. Rispondo alle domande e faccio un selfie.

Poi mi dirigo per l’ennesima volta alla pizzeria del Hotel Krone, il bike hotel che non ti aspetti nel centro della città. Non so esattamente se sia io ad aver trovato il posto o viceversa. Ogni sera, come spesso è tradizione durante le mie vacanze, mi dedico alla scoperta di una pizza diversa accompagnata da una birra e seguita da un dolce. Il mio preferito è il tortino caldo al cioccolato con gelato alla vaniglia.

La base che ho scelto per la notte si trova invece fuori città, sulla collina. Hotel Waldheim Belvedere è in posizione tranquilla. Il posto ideale in cui ricaricarmi per la prossima avventura.

Little Eagle visita Bressanone
Little Eagle visita Bressanone

Brixen Card

La Brixen Card non è in vendita. È offerta gratuitamente ai clienti delle strutture convenzionate. Vale dal giorno dell’arrivo fino a quello di partenza compreso.

Permette di utilizzare tutti mezzi pubblici del Trasporto Integrato Alto Adige. Inoltre consente l’ingresso gratuito nei musei convenzionati, un ingresso gratuito giornaliero all’Acquarena, un’andata e ritorno al giorno con la cabinovia Plose. Infine permette di partecipare gratuitamente a tutte le attività organizzate dall’Ufficio Turistico Bressanone.

📝 Consigli avventurosi

Bressanone è comodamente raggiungibile in treno.

D’inverno è adatta per gli amanti della neve, anche per quelli che non sciano. Nel periodo natalizio, si svolge uno dei tradizionali mercatini di Natale.

D’estate gli stessi itinerari percorsi con le ciaspole si vestono di nuovi colori per essere scoperti a piedi.

Gli appassionati di bici hanno a disposizione vari tipi d’itinerario per divertirsi da aprile a novembre.

Alla scoperta di altre avventure in Trentino-Alto Adige!

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9 thoughts on “Le mie giornate brissinesi”

    1. È stato bello progettare questo viaggio e poi trovarmi sul posto e sentirmi come a casa. Ci tenevo molto a vivere Bressanone da vicino e mi fa piacere essere riuscita a trasmettere questo entusiasmo nel mio articolo.

  1. C’ero stata propio durante i mercatini di Natale molto carina, ma la mia visita concentrata su quello non si era soffermata su tutte queste attrazioni, praticamente un’altra città da vedere!

    1. Durante i mercatini si finisce per dedicarsi solo a quelli. Io quella volta ero pure in treno e quindi avevo il vincolo dell’orario ma era stata una tappa improvvisata e, tra l’altro, la mia preferita di tutto il giro!

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