forno e fontana
Cuneo a km 0

In compagnia dei Sarvanot

Il sentiero dei Sarvanot di Rore si trova in Valle Varaita in un’antica borgata alpina di Sampeyre, in provincia di Cuneo, che conta circa 120 abitanti. È collocata in posizione strategica in un vallone laterale che le evita il disturbo del pur ridotto traffico sulla strada provinciale ma, contemporaneamente, le assicura la vicinanza ai servizi di trasporto pubblico e alle attività commerciali del centro comunale distante tre chilometri.

Si può parcheggiare in cima alla borgata, poco oltre l’Albergo degli Amici e il negozio di alimentari. Da qui partono facili sentieri adatti alle passeggiate con tutta la famiglia. Siete pronti a incamminarvi finalmente per il divertente sentiero dei Sarvanot di Rore?

Sarvanot di Rore
incontri curiosi a inizio percorso

Sentiero dei Sarvanot di Rore

L’itinerario può essere interpretato in modi diversi a seconda del punto di partenza scelto. Il percorso consigliato per calarsi completamente nel mondo misterioso dei Sarvanot parte dietro l’Albergo degli Amici. Qui si trova un pannello esplicativo che mostra cosa c’è lungo il sentiero naturalistico Tumpi la Pisso.

I Sarvanot sono piccole creature mitologiche abitanti nei boschi, non nemici dell’uomo e non cattivi ma dispettosi. Sono nascosti ovunque, alcuni già tra le case all’inizio del percorso. Tenere in tasca una manciata di sassolini bianchi (che si possono trovare in un secchiello appeso a un muro a inizio percorso) può ovviamente proteggere dai loro scherzi.

Ben presto mi lascio il centro abitato alle spalle per immergermi in un ombreggiato bosco di latifoglie. Accanto a me scorre il rio Cantarana. Tutto questo mi basta per staccare dalla solita quotidianità e lasciarmi sorprendere dalle meraviglie che si nascondono lungo il sentiero che sto percorrendo.

i Sarvanot di Rore si nascondono ovunque!
i Sarvanot si nascondono ovunque!

Chi sono i Sarvanot di Rore?

I Sarvanot vivono in perfetta simbiosi col bosco che li ospita attingendo con saggezza da esso ciò di cui hanno bisogno. Si vestono in modo eccentrico e risentono delle variazioni meteorologiche: sono felici con la pioggia e tristi con il vento.

Pittoreschi scorci fanno da cornice a una passeggiata divertente. In una radura dove la luce riesce a filtrare con più vigore, ho la certezza di trovarmi davvero in un posto magico.

Sarvanot di Rore
questo è un posto magico!

Alla cascata Tumpi la Pisso insieme ai Sarvanot di Rore

Percorrendo il sentiero dei Sarvanot di Rore, attraverso solidi ponticelli in legno, ascolto l’acqua cantare allegramente e, a un tratto, mi accorgo di essere giunta dalla piccola ma spettacolare cascata Tumpi la Pisso.

A questo punto potrei tornare sui miei passi oppure proseguire il percorso ad anello inerpicandomi lungo una ripida via rocciosa protetta da robusti cavi metallici. La bella giornata m’invoglia a esplorare e quindi m’inoltro verso l’ignoto.

Tumpi la Pisso sul sentiero dei Sarvanot di Rore
Tumpi la Pisso

Proseguendo l’anello insieme ai Sarvanot di Rore

Raggiungo un punto panoramico da cui contemplare la bellezza che mi circonda. La magia del bosco non è finita, la mia fervida immaginazione galoppa insieme al gigante che, da qualche parte sulla montagna di fronte a me, sta cantando. Questo è il momento giusto per lasciarmi andare a un grido liberatorio.

Affronto un ultimo tratto attrezzato con cavi metallici. Scollino e finalmente il sentiero inizia a scendere con una dolce pendenza. Qui non ci sono Sarvanot ma la camminata è comunque piacevole.

Nei pressi di una piccola radura trovo un pilone votivo e un tavolo da pic-nic. Ma non è ancora il momento per la pausa pranzo. E non lo è nemmeno poco dopo quando trovo un’altra zona attrezzata nei pressi di un bivio. Continuo a scendere.

libera la tua fantasia, sentirai la voce del gigante che canta
libera la tua fantasia, sentirai la voce del gigante che canta

La Panchina Gigante

Rore è sempre più vicina e ho il piacere di ammirare la borgata da un punto di vista privilegiato: la Panchina Gigante blu e arancione che fa parte della mappa turistica dell’associazione Big Bench Community Project.

Scendo con cautela il ripido sentiero sotto il sole cocente e, in meno di un quarto d’ora, sono nuovamente al punto di partenza. Complessivamente l’escursione si completa in un paio d’ore. Il periodo migliore in cui affrontarla è tra l’inizio della primavera e la fine dell’autunno per poter ammirare i colori del bosco.

l'Albero della Vita, nei pressi della Panchina Gigante
l’Albero della Vita, nei pressi della Panchina Gigante

La borgata

Le belle case in pietra m’invogliano a esplorare la borgata per scoprirne le peculiarità. La prima è poco oltre il parcheggio: ciò che resta di un antico mulino. Essendo poi diventato abitazione privata, l’unica traccia della sua funzione originaria è la macina che oggi funge da tavolino.

il mulino con la macina riutilizzata come tavolino
il mulino con la macina riutilizzata come tavolino

Lu Cunvent

Torno indietro e attraverso il ponte di fronte all’Albergo degli Amici per raggiungere Lu Cunvent, un centro di documentazione della tradizione, storia e architettura del territorio. Dispone di biblioteca, laboratorio di musica tradizionale e archivio di canti popolari. La sede di un antico convento, in realtà, era un edificio adiacente da tempo crollato e recuperato in forme moderne.

Proseguendo la passeggiata passo sotto Lu Vòut, un passaggio coperto sovrastato a sua volta da un fabbricato.

Lu Cunvent
Lu Cunvent

Le cappelle

Seguendo i segnavia bianco-rossi raggiungo la cappella di Santa Maria e qui mi fermo per la meritata pausa pranzo. È presente una fontana proprio accanto all’ingresso.

Torno verso la borgata e mi appresto a percorrere la via in salita. Ho adocchiato un obiettivo da visitare e l’istinto mi dice che sono sulla strada giusta per raggiungerlo. Attraverso varie corti e per ognuna di esse c’è un cartello esplicativo che ne spiega le origini. Mi fa piacere notare che questi edifici antichi siano stati sapientemente ristrutturati mantenendone le caratteristiche originarie.

Salgo ancora e giungo presso la cappella della Santa Trinità, altro punto panoramico privilegiato da cui guardarmi intorno.

cappella della Santa Trinità vista dalla Panchina Gigante
cappella della Santa Trinità vista dalla Panchina Gigante

Le fontane e il forno

Per tornare alla borgata seguo la strada asfaltata. Scendo ancora e raggiungo la chiesa parrocchiale di San Nicolao del secolo XV.

Accanto alla chiesa è presente anche una vivace area giochi e, più in là, una simpatica fontana da cui sgorga acqua fresca con cui riempire la mia borraccia.

Anche da qui si può partire per il sentiero dei Sarvanot. Oppure si può scendere verso il rio Cantarana e sostare nel prato per un pic-nic. O, ancora, si può esplorare un ultimo pezzo di borgata e scoprire il forno. E l’ennesima fontana per rinfrescarsi.

forno e fontana
forno e fontana

📝 Consigli avventurosi

L’escursione sul sentiero dei Sarvanot per vedere la cascata Tumpi la Pisso è adatta anche ai camminatori meno allenati. Questo tratto è lungo appena un chilometro con un dislivello positivo di cento metri. Si copre in una mezz’oretta. Stesso tempo per tornare indietro. È inoltre possibile raggiungere la Panchina Gigante seguendo la deviazione a inizio sentiero.

Il percorso ad anello, invece, ha uno sviluppo di quasi quattro chilometri e un dislivello positivo di duecento metri. È percorribile in un paio d’ore. In questo caso la Panchina Gigante è inclusa nel tracciato.

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2 thoughts on “In compagnia dei Sarvanot”

  1. Quando ero bambina passavo tantissimo tempo in montagna con i miei nonni a Sampeyre, ma non credo mi abbiano mai portata a Rore. Peccato perché sarebbe stata una bellissima passeggiata! Ma forse mia nonna sapeva che i Sarvanot mi avrebbero spaventata a morte 😉 Dovrei tornarci ora!

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