da Nova Levante al lago di Carezza
Trentino-Alto Adige

Il posto più magico del mondo

Nova Levante, 2-6 ottobre 2016

Le Dolomiti non sono certo le cime più alte della Terra, ma sono senza dubbio le più incantevoli.

Reinhold Messner

Ho sognato l’avventura in Val d’Ega per mesi e, finalmente, è giunto il momento di viverla. Questo viaggio è diverso dagli altri che ho fatto. Al mio ritorno a casa troverò ad aspettarmi uno dei doni più preziosi che la vita possa regalare.

Raggiungo Nova Levante in macchina. All’ultimo ho deciso di partire un giorno prima per andare alla Speckfest in Val di Funes ma, di questo, vi parlo nel post La festa dello speck. Per questo motivo trascorro una notte nella stanza più spaziosa dell’Hotel Central. Il resto del soggiorno ha come punto di riferimento l’ottimo Hotel Tyrol, dotato una pizzeria in cui mi prenoto per ogni sera. Solo il giorno in cui è chiusa ceno in un altro locale in paese.

GIORNO 1: escursione da Nova Levante

È la giornata ideale per camminare. La nebbia che è calata nella notte si sta dissolvendo.

Da Nova Levante al lago di Carezza

La prima tappa della mia avventura è il lago di Carezza. Ci ero già stata alcuni anni fa nel mese di maggio e avevo potuto apprezzarlo nella sua massima estensione. So che, in confronto ad allora, lo troverò notevolmente ridimensionato ma è comunque affascinante.

Secondo la leggenda il lago era abitato dalla bellissima sirenetta Ondina. Lo stregone di Masaré ne era innamorato e aveva tentato in tutti i modi di conquistarla ma lei non ricambiava i suoi sentimenti. Un giorno, consigliato dalla strega Langwerda, fece apparire sopra il lago un bellissimo arcobaleno per attirarla. Quando la sirenetta uscì dalle acque, vide lo stregone e fuggì spaventata. Allora il mago si arrabbiò e fece l’arcobaleno in mille pezzi e li gettò nel lago. Da quel giorno tutti i colori dell’iride si rispecchiano nelle acque fatate di Carezza. Al centro del lago è stata posta una statuetta in bronzo in onore di Ondina.

Il lago di Carezza (1520 m) è famoso per l’acqua cangiante e limpida e per lo splendido panorama col Latemar che ci si rispecchia. Misura circa 300 metri di lunghezza e 130 metri di larghezza. Profondità e diametro del lago cambiano a seconda della stagione ma, indicativamente, il punto più profondo misura 22 metri.

Attorno al lago è stata costruita un’area turistica molto organizzata con parcheggio (a pagamento), area ristoro, shop turistico, bagni puliti e accessibili. Una terrazza in legno si affaccia sul lago. Purtroppo gran parte degli alberi presenti durante la mia avventura è stata abbattuta dalla tempesta Vaia due anni dopo, tra il 28 e il 29 ottobre 2018.

da Nova Levante al lago di Carezza
buona parte di questi alberi fu abbattuta dalla tempesta Vaia due anni dopo (28-29 ottobre 2018)
lago di Carezza
lago di Carezza

Lago di Mezzo

Dal lago di Carezza, in appena dieci minuti, è possibile raggiungere il lago di Mezzo. Seguo le indicazioni e mi trovo al centro di un grande prato in cui sono poste delle zattere. Dai primi di agosto in avanti, se non capiti lì dopo un forte temporale, è normale trovarlo completamente asciutto. Inizia a riempirsi d’acqua da metà maggio per poi iniziare a prosciugarsi quando lo scioglimento delle nevi e le piogge si fanno più rare. Il lago, quando è pieno d’acqua, occupa un ettaro di terreno e ha una profondità massima di due metri e mezzo. È possibile attraversarlo con le zattere.

Torno sui miei passi e, dopo aver pranzato, dedico il pomeriggio alla passeggiata della Principessa Sissi. L’imperatrice Elisabetta, consorte di Franz Josef I, soggiornò più volte al Grand Hotel Carezza durante le vacanze estive.

Si faceva spesso accompagnare dalla guida alpina locale Georg Huck sul sentiero numero 6, che era la sua passeggiata preferita.

Il 24 agosto 1897 sostò a lungo nel suo punto panoramico preferito e lì, dieci anni dopo, l’associazione turistica di Nova Levante fece erigere un monumento in suo ricordo.

Il panorama è bellissimo. Il mio amato Latemar è davanti a me. Sosto parecchio lì e provo a immaginare Sissi. Circondata da questa meraviglia sarà riuscita a sentirsi un po’ meno sola e più serena?

Proseguo sul sentiero numero 7 e rientro a Nova Levante.

da Nova Levante al Grand Hotel Carezza, residenza estiva della Principessa Sissi
Grand Hotel Carezza, residenza estiva della Principessa Sissi
da Nova Levante al punto panoramico preferito dalla Principessa Sissi
panorama bellissimo sul Latemar

GIORNO 2: da Nova Levante al Rosengarten

Una splendida giornata asseconda la mia voglia di camminare. Esco dall’albergo, percorro poche centinaia di metri e imbocco il sentiero numero 1. In alternativa è possibile prendere la cabinovia e arrivare direttamente alla malga Frommer.

A questo punto si può camminare un’ora oppure prendere la seggiovia. Continuo la passeggiata.

La giornata è spettacolare e ogni momento è buono per scattare qualche foto.

da Nova Levante alla malga Frommer
appena superata la malga Frommer
alle mie spalle il Latemar
alle mie spalle il Latemar
alla base del Catinaccio / Rosengarten si vede il rifugio Fronza alle Coronelle
alla base del Catinaccio / Rosengarten si vede il rifugio Fronza alle Coronelle

Da Nova Levante al rifugio Fronza alle Coronelle

Il rifugio Aleardo Fronza alle Coronelle (2337 m) si trova ai piedi del gruppo del Catinaccio / Rosengarten, fra le Dolomiti, le montagne più belle del mondo.

Pranzo con delle ottime tagliatelle al ragù di cervo. Il panorama spettacolare ripaga ampiamente la fatica fatta per salire quassù. Nel pomeriggio mi dirigo verso il sentiero del Masaré. È facile e molto affollato. A un tratto si biforca e, per superare gli escursionisti che procedono più lentamente di me, prendo quello superiore. Lo seguo fino a quando diventa troppo scivoloso per via dell’acqua. Con cautela scendo fino a quello inferiore. Ora è meno affollato di prima. Raggiungo e, visto che ha un buon passo, seguo un escursionista dai calzettoni rossi. A un tratto ci ritroviamo in un labirinto di pietroni. Mi sembra strano perché il sentiero è per famiglie con bambini. Sono io a ritrovare il sentiero principale poco avanti. E, quando tornerò indietro dalla stessa via, capirò che l’uomo dai calzettoni rossi non si era reso conto che il sentiero curvava e aveva proseguito dritto.

Raggiungo il rifugio Paolina (2125 m).

Da qui è questione di una mezz’ora e arrivo al monumento dedicato a Theodor Christomannos. Fu sua l’idea di costruire la Strada delle Dolomiti che porta da Nova Levante a Cortina.

Il sentiero è molto affollato. Davanti al monumento sono presenti delle panchine su cui sedersi per una sosta.

Ritorno sui miei passi fino alla malga Frommer e, da qui, rientro a Nova Levante con la cabinovia.

da Nova Levante al rifugio Aleardo Fronza alle Coronelle (2337 m)
rifugio Aleardo Fronza alle Coronelle (2337 m)
da Nova Levante al rifugio Paolina (2125 m)
rifugio Paolina (2125 m)
aquila di ferro dedicata a Theodor Christomannos
aquila di ferro dedicata a Theodor Christomannos

GIORNO 3: gita a Obereggen

Con la macchina lascio momentaneamente Nova Levante per raggiungere Obereggen per trascorrere la giornata al Latemarium, un fitto reticolo di sentieri tematici dedicati all’arte, alla cultura, al riposo, all’adrenalina, alla meraviglia, alla natura e alla famiglia. Non è un caso che abbia scelto proprio per oggi questa gita. Aspetto una telefonata molto importante.

La mia avventura a Obereggen prosegue nel post Una favolosa giornata al Latemarium.

Latemar.Relax
Latemar.Relax

GIORNO 4: nel labirinto

Con la macchina raggiungo il piccolo spiazzo da cui parte il sentiero che conduce al lago di Carezza. Facendo così ho saltato la parte di percorso dall’albergo a qui che ho già fatto il primo giorno. Quando raggiungo il lago è ancora presto e sono sola. Resto qualche minuto a contemplare il magico paesaggio davanti a me. Tra due anni la tempesta Vaia lo violenterà brutalmente e parte di quegli alberi tanto vigorosi cadranno.

Da Nova Levante al Labirinto del Latemar

Imbocco il sentiero 11 per raggiungere la Radura di Mezzo e la baita Mitterleger. Da qui prendo il sentiero 20 che incontra il 18 che conduce all’inizio del labirinto del Latemar. Mi trovo in un paesaggio lunare fatto di detriti rocciosi e pietre che, nell’arco degli anni, sono caduti dalle pareti del Latemar. Per muoversi in questo ambiente bisogna seguire attentamente i segni bianchi e rossi. In alcuni tratti è necessario salire e scendere dalle rocce ma non è un percorso di arrampicata.

Quando attraverso il Labirinto sono all’ombra ma non fa freddo. Incrocio altri escursionisti che stanno facendo il percorso in senso opposto al mio. Suona il cellulare e mi fermo per rispondere in un punto panoramico. La neo bisnonna è felice della nascita del nostro nipotino Giovanni.

Il percorso non è molto lungo. Quando finisce mi ritrovo nel bosco di abeti rossi che mi conduce alla baita Mitterleger. È chiusa ma ci sono panchine e tavoli per sostare.

Nel pomeriggio mi dirigo nuovamente verso il sentiero 18 e cammino fino a raggiungere la graziosa malga Latemar che adotto all’istante come casa ideale.

il Latemar sempre più vicino
il Latemar sempre più vicino
Catinaccio / Rosengarten visto dalla base del Latemar
Catinaccio / Rosengarten visto dalla base del Latemar

GIORNO 5: nella valle accanto

L’avventura prosegue in val di Fassa e la racconto nel post Fuga al Roda di Vael.

📝 Consigli avventurosi

I camminatori qui troveranno terreno su cui divertirsi. I più pigri possono accorciare i percorsi utilizzando cabinovia, seggiovia o lasciando la macchina all’inizio del sentiero.

La cornice naturale e gli splendidi panorami regalano emozioni uniche che permettono di riconnettersi con la parte più profonda di sé stessi.

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