rifugio Roda di Vael
Trentino-Alto Adige

Fuga al Roda di Vael

Rifugio Roda di Vael, 7 ottobre 2016

GIORNO 5

Dopo aver esplorato la val d’Ega, che vi ho raccontato nel post Il posto più magico del mondo, decido di dedicare una giornata alla vicina val di Fassa. Con la macchina raggiungo il passo Costalunga (1752 m) detto anche passo di Carezza.

Partenza per il rifugio Roda di Vael

L’escursione di oggi è ad anello e, visto che vorrei eventualmente pranzare al rifugio, decido di compierla in senso antiorario. Imbocco dunque il sentiero tra il ristorante Rosengarten e l’hotel Savoy.

Dopo una ventina di minuti proseguo sul sentiero 548 fino al rifugio. Il dislivello complessivo è di 500 metri distribuiti su 3,5 chilometri e il percorso si compie in un’ora e mezza circa. Passo accanto alla baita Marino Pederiva anche aperta e proseguo per il rifugio.

veduta sul Latemar
veduta sul Latemar
baita Marino Pederiva e, sulla sinistra, il tetto del rifugio Roda di Vael
baita Marino Pederiva e, sulla sinistra, il tetto del rifugio Roda di Vael

Rifugio Roda di Vael

Il rifugio Roda di Vael (2283 m) è situato sulla Sella del Ciampaz nel mezzo del gruppo Catinaccio / Rosengarten, Dolomiti Patrimonio UNESCO. E’ quindi uno dei rifugi di riferimento per il gruppo del Catinaccio. Dispone di sala ristorante, bar, 59 posti letto, ampia terrazza e solarium.

Pranzo ovviamente con un ottimo tris di canederli accompagnato da succo di mela diluito con acqua. Sarei ancora in tempo per l’impegnativa colazione tirolese a base di wurstel e birra ma preferisco non esagerare visto che devo anche guidare per rientrare in albergo.

Dal rifugio si possono intraprendere sentieri, ferrate o vie alpinistiche. Seguo immediatamente l’indicazione per il rifugio Paolina e passo davanti alla suggestiva aquila di ferro dedicata a Theodor Christomannos, pioniere del turismo alpino sudtirolese. Il monumento si trova a metà strada tra il rifugio Roda di Vael e il rifugio Paolina.

Sul Latemar di fronte a me sono ancora visibili tracce della neve caduta nella notte. Le belle giornate dei giorni scorsi, di cui parlo nel post Il posto più bello del mondo che racconta la mia avventura in val d’Ega, stanno lasciando il posto alle nubi. Dal rifugio Paolina seguo il sentiero 552 che, in piacevole discesa, mi riporta alla macchina al passo Costalunga.

rifugio Roda di Vael
rifugio Roda di Vael
aquila di ferro dedicata a Theodor Christomannos
aquila di ferro dedicata a Theodor Christomannos

📝 Consigli avventurosi

L’escursione non è molto impegnativa, il dislivello totale è di 500 metri circa distribuiti su 3,5 chilometri e, se si vuole ridurre ulteriormente la fatica, si può salire al rifugio Paolina con la seggiovia.

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