Nova Ponente e le sue meraviglie

Nova Ponente, 28-31 maggio 2013

Corre l’anno 2013 e, ispirata da un’invitante offerta per un breve soggiorno a pensione tre quarti, prenoto con largo anticipo la mia stanza presso l’Hotel Erica a Nova Ponente. La scelta è strategica per vari motivi: la pensione tre quarti mi evita di dover pensare ai pasti, l’ampia zona benessere è perfetta per rilassarmi al pomeriggio, è possibile effettuare gite in mountain bike di gruppo con guida.

Nova Ponente e la chiesa parrocchiale di Monte San Pietro
Nova Ponente e la chiesa parrocchiale di Monte San Pietro

Pare che Nova Ponente sia la località più assolata dell’Alto Adige ma durante il mio soggiorno il meteo fa un po’ il birichino e mi nasconde le splendide montagne che sono destinate a farmi innamorare. Avrò modo di apprezzarle col sole in un successivo soggiorno a Nova Levante.

il Latemar fa capolino dietro le nuvole
il Latemar fa capolino dietro le nuvole

Raggiungo la mia meta in macchina con tanto di mountain bike al seguito. Il paese può essere raggiunto da due diverse direzioni e, causa cantiere in corso sulla strada che dovrei prendere io, a Egna, riprendo l’autostrada da cui ero appena uscita e proseguo fino a Bolzano. Da lì seguo le indicazioni per la Val d’Ega ascoltando musica locale.

Nova Ponente
Nova Ponente

Arrivata in albergo vengo accolta con un bicchiere di prosecco di benvenuto. Sistemati i bagagli nella stanza, esco a fare un giro. Nova Ponente è un comune di poco più di 3.900 abitanti circondando da immense distese di prati e fitte foreste di abeti. Quando le nuvole si dissolvono riesco a vedere il Latemar di fronte a me. Ma fa il timido, sa già che quando si farà vedere in tutto il suo splendore, un pezzo del mio cuore resterà per sempre incatenato tra le sue rocce. Le nuvole limitano la mia visuale ma, oltre di esse, sono nascosti anche lo Sciliar e il Catinaccio che, coi loro profili irregolari, disegnano i paesaggi che vediamo in cartolina.

dettaglio della chiesa parrocchiale
dettaglio della chiesa parrocchiale

GIORNO 1

Siccome il tempo è instabile, l’uscita guidata in mountain bike non si fa. Zaino in spalla esco a fare una passeggiata. Subito fuori dal paese, in un prato, noto una graziosa chiesetta.

chiesetta
chiesetta

Dopo una piacevole camminata di circa mezz’ora raggiungo la chiesa di Sant’Elena, che possiede la più antica campana della regione. Si trova in cima a una collina da cui si può avere una bella vista panoramica su Latemar, Catinaccio e Sciliar. Al suo interno è possibile ammirare uno dei capolavori della scuola pittorica di Bolzano.

chiesa di Sant'Elena
chiesa di Sant’Elena

Rientro in hotel per mangiare un piatto di pasta. Dopo pranzo sembra che il sole voglia regalarmi mezza giornata di bel tempo. Il signor Brunner, il proprietario dell’albergo, mi suggerisce di andare a cambiarmi e, quando torno giù, mi spiega un itinerario che posso percorrere da sola e che conduce al maso Wolf.

un po' di cielo azzurro sopra Nova Ponente
un po’ di cielo azzurro sopra Nova Ponente

Inforco la mia mountain bike, che è parcheggiata nel deposito dedicato, e m’inoltro con sicurezza sulla strada. A distanza di sette anni ricordo perfettamente che bisogna svoltare a sinistra. Però sbaglio via. Me ne rendo conto quando arrivo in fondo a un bosco in cui c’è solo una casa e poi nulla. Torno indietro, inizia a piovere, mi riparo sotto una tettoia messa lì per accatastare la legna tagliata. Smette di piovere, rientro in paese, inizia a grandinare. Rientro in albergo e la ragazza della reception mi chiede se sono quella che si è persa al Wölflhof o qualcosa del genere. Dico di no e proseguo il pomeriggio nella zona benessere. A cena, nella prima mezz’ora, anche il signor Brunner aiuta i camerieri a servire i tavoli. Nel portarmi la minestra mi spiega che, quando il tempo è peggiorato, è venuto a cercarmi e, nel frattempo, l’hanno avvisato che ero rientrata. L’avventura in bicicletta si è conclusa positivamente ma tuttora mi tormenta il dubbio di dove sia il maso Wolf…

al riparo dalla pioggia
al riparo dalla pioggia

GIORNO 2

Il Santuario della Madonna di Pietralba è una delle principali mete di pellegrinaggio dell’Alto Adige. Per arrivarci a piedi (o in mountain bike) si attraversano prati e boschi silenziosi. Zaino in spalla m’incammino verso il bar Luise, all’entrata di Nova Ponente, il punto che m’introduce al Sentiero Europeo E5. Ovviamente il Santuario è raggiungibile anche in autobus.

indicazioni per raggiungere il Santuario di Pietralba in macchina
indicazioni per raggiungere il Santuario di Pietralba in macchina

Il percorso è molto ben segnalato e, per un tratto, è denominato Via Crucis di Ladins per la presenza di edicole votive che rappresentano le stazioni della Via Crucis. Ognuna è stata costruita col contributo di privati o di associazioni.

passeggiata sul Sentiero Europeo E5
passeggiata sul Sentiero Europeo E5

Il Santuario è situato a 1520 m di altitudine sull’altopiano del Monte Regolo (Reggelberg), ai piedi del Corno Bianco. Fu fondano nel 1553 da Leonhard Weissensteiner dopo il ritrovamento di una statuetta di alabastro raffigurante la Pietà. La chiesetta originaria, nel tempo, è stata ampliata fino ad assumere l’attuale dimensione. Nel 1988, in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II, è stata elevata alla dignità di Basilica Minore.

Santuario della Madonna di Pietralba
Santuario della Madonna di Pietralba

Sta per piovere e ho due alternative: tornare da dove sono arrivata oppure aspettare l’autobus che arriverà tra un po’. Penso di poter arrivare in albergo in un’ora e m’incammino allegramente giù per il sentiero. Mentre sto per raggiungere la reception scorgo l’autobus (che avrei dovuto aspettare per un’ora), passarmi accanto. Entrando in hotel, vengo intercettata dal signor Brunner che mi chiede come mai non mi sono aggregata all’uscita guidata in mountain bike. Si trattava di downhill e, secondo me, era troppo tecnica per la mia preparazione. Lui mi guarda e dice che posso fare tutto.

GIORNO 3

E’ l’ultima occasione per fare l’uscita guidata in mountain bike. Il tempo, seppur nuvoloso, ci permette di partire per un’emozionante giro attorno al Latemar. Gertrud, la sorella del signor Brunner, dopo aver cucinato a colazione, si cambia e viene con noi. L’altra guida è Christian. Sono in due perché, a un certo punto, ci divideremo in due gruppi in base al livello di preparazione. Sono l’unica italiana, gli altri parlano tutti tedesco. M’infarinerò un po’ di questa lingua solo tra un po’ e, al momento, cerco di cavarmela con un po’ d’inglese.

emozionante gita di gruppo in mountain bil
emozionante gita di gruppo in mountain bile

Alcuni dei miei compagni di viaggio li ho già notati in albergo: c’è chi, ciclisticamente parlando, ha il fisico da scalatore e chi no. La mia mountain bike Atala, che chiamo affettuosamente Gringo, si comporta bene. O forse sono io a essere più in gamba di ciò che penso. Me ne rendo conto quando, con Silke, stacchiamo tutti e arriviamo per prime in cima a una collina sulla quale ci fermiamo ad aspettare.

lago di Carezza e, con un po' d'immaginazione, il Latemar alle sue spalle
lago di Carezza e, con un po’ d’immaginazione, il Latemar alle sue spalle

Uno dei momenti più magici dell’intera giornata è quando raggiungiamo il punto panoramico sul lago di Carezza. Qui vedo le acque turchesi nella loro massima estensione, arrivano fin quasi a toccare gli alberi. Tre anni dopo, durante il mio soggiorno a Nova Levante, noterò la differenza di livello dell’acqua eppure il posto resterà uno dei più magici che conosco. Purtroppo una parte degli alberi presenti durante la mia avventura sarà abbattuta dalla tempesta Vaia alcuni anni dopo, tra il 28 e il 29 ottobre 2018.

lago di Carezza
lago di Carezza

Per pranzo raggiungiamo l’hotel Valsorda a Forno di Moena. Subito dopo ci rechiamo all’appuntamento col Bike Taxi che ci porta comodamente in cima all’Alpe di Pampeago. Qui ci dividiamo in due gruppi: pochi temerari effettuano la discesa tecnica con Christian. Gli altri se la prendono comoda e, assieme a Gertrud che chiude la fila, raggiungono il punto da cui siamo partiti a Obereggen. Qui il Bike Taxi ci raccoglie e ci riporta in albergo in tempo per la merenda.

pronti per scendere giù dall'Alpe di Pampeago
pronti per scendere giù dall’Alpe di Pampeago

PARTENZA

Il giorno della partenza vengo accolta da una splendida giornata di sole. Nonostante il meteo birichino mi sono divertita molto. Ringrazio il signor Brunner e sua sorella Gertrud per l’accoglienza e i consigli ricevuti.

Corno Bianco visto dalla mia stanza
Corno Bianco visto dalla mia stanza

Subito fuori dal paese mi concedo una sosta fotografica per ammirare ciò che, durante il mio soggiorno a Nova Ponente, è stato nascosto dalle nuvole.

Catinaccio (Rosengarten)
Catinaccio (Rosengarten)
Latemar
Latemar

CONSIGLIATO A…

La Val d’Ega è ideale per vacanze attive sui sentieri o in mountain bike. Ci sono itinerari adatti a tutti.

13 commenti su “Nova Ponente e le sue meraviglie

  1. Io non sono sportiva né coraggiosa come te e il tour in Val d’Ega l’ho fatto in moto in una settimana di passi dolomitici che chiariscono definitivamente il fatto che siano le montagne più belle del mondo! Il gruppo del Catinaccio è di una bellezza violenta, ti rimane lì nel cuore per sempre

  2. Questi luoghi sono delle vere e proprie cartoline. Luoghi di pace assoluto, ammirare le montagne è davvero fantastico. Hai fatto veramente un piacevole giretto.

  3. Pur non essendo una amante della montagna, penso che una vacanza così debba essere stimolante e rilassante allo stesso tempo. Magari un giorno anche io vorrò visitare questo posto così affascinante!

  4. Davvero un bell’itinerario, di solito frequento più la montagna in inverno. Mi sembra molto squesto discorso della pensione a tre quarti che potrebbe far comodo anche in inverno a chi scia

  5. Non sono sportiva come te, anzi ammetto che sono piuttosto pigra. Tuttavia adoro le Dolomiti e trovo che la montagna sia bellissima in tutte quattro le stagioni!

  6. Questo sarebbe il posto ideale per il mio compagno perché sogna da tempo di fare una vacanza e di caricare la bici in macchina. Per me un po’ meno perché sulle due ruote non mi sento tanto sicura 😉 Comunque potrei fare lunghissime camminate, mangiare e riposarmi tra piscina e SPA – ho visto il loro sito e mi sembra davvero bello l’albergo!

    • Sì l’albergo è fantastico, decisamente il migliore in cui sono stata. Fanno un sacco di attività e, mentre lui va in bici, puoi dedicarti ad altro.

  7. Adoro! Sono nata e cresciuta in Val di Fiemme e amo tantissimo il Lago di Carezza. A Pietralba è bello arrivarci anche a piedi da Passo Oclini, io l’ho fatta con la neve, che avventura!

    • Con la neve non mi è ancora capitato ma, da quest’anno, ho iniziato a organizzare qualche giorno via tra gennaio e febbraio per stare nella neve. Il lago di Carezza è uno dei posti che amo di più!

      • Ti capisco, è un posto magico

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