Fiori, nebbia e una grotta ben nascosta

Artesina, 24 maggio 2020

La nebbia mi ha fatto temere di dover rinviare la deviazione alla Grotta dei Partigiani. Per fortuna la situazione è migliorata e ho potuto completare tutto l’anello che avevo in mente!

eccoci ad Artesina!
eccoci ad Artesina!

L’escursione parte nei pressi del condominio Betulle 3 ad Artesina. Ci sono già alcune macchine parcheggiate di fronte all’edificio. La giornata è serena e si prospetta una bella camminata nel verde a fotografare un po’ di fiori.

rododendri
rododendri

In appena dieci minuti raggiungo la Celletta della Turra (1503 m). La temperatura è gradevole e questo è un dettaglio fondamentale visto che tutta la camminata sarà sotto il sole.

Celletta della Turra (1503 m)
Celletta della Turra (1503 m)

La camminata procede speditamente. Un po’ più avanti c’è una coppia ma procede con un buon passo e, tenendo conto che puntualmente mi fermo per scattare fotografie, arriveremo alla Trucca della Tura in quest’ordine. Dopo un po’ si alza la nebbia ma, camminando su una sterrata, so dove sto andando e decido di raggiungere comunque la tappa programmata.

si è alzata la nebbia ma so dove sto andando
si è alzata la nebbia ma so dove sto andando

Giungo al pianoro pascolivo della Trucca della Tura (1750 m) dopo cinquanta minuti dalla partenza da Artesina. Vista la situazione, prendo un panino dallo zaino e faccio una seconda colazione. La nebbia si dissolve e faccio una deviazione al rifugio Mettolo Castellino per controllare le condizioni di un mio geocache. Lo raggiungo in pochi minuti.

rifugio Mettolo Castellino<
rifugio Mettolo Castellino

La nebbia che sale e scende intorno a me rende tutto molto suggestivo. L’importante è incontrarla quando so esattamente dove mi trovo. Aspettando di capire le sue intenzioni, indosso il pile e aggiungo le mezze gambe mancanti ai pantaloni. Ho tutta la giornata per me e non ho fretta di rientrare a casa. La mia perseveranza viene premiata da una schiarita improvvisa. Risalendo alla Trucca della Tura noto che la coppia di escursionisti sta andando verso la Grotta dei Partigiani.

la nebbia si è dissolta e due escursionisti stanno andando alla Grotta dei Partigiani
la nebbia si è dissolta e due escursionisti stanno andando alla Grotta dei Partigiani

La prima parte del sentiero per raggiungere la Grotta dei Partigiani non è ben segnalata. Dalla vasca in cemento dell’acqua guardo avanti e, sulla destra, scorgo la palina in mezzo al prato e la raggiungo.

seguire la direzione indicata
seguire la direzione indicata

Seguendo l’indicazione della freccia incontro una palina e da qui avvisto quella successiva per proseguire. Tracce biancorosse a terra segnalano il resto del sentiero. Incrocio i due escursionisti di ritorno dalla grotta che mi confermano le difficoltà avute nel trovare la via. Senza traccia GPS non l’avrebbero mai trovata. Cammino ancora qualche minuto e raggiungo la Grotta dei Partigiani. Si chiama così perché servì da riparo, durante i rastrellamenti nazisti del 1944, a una ventina di ragazzi poco più che diciottenni. 

Grotta dei Partigiani
Grotta dei Partigiani

Torno sui miei passi e raggiungo nuovamente la Trucca della Tura. La nebbia mi circonda nuovamente. Decido comunque di seguire la pista carrareccia a servizio degli impianti e provare a raggiungere la Cima Durand.

ometto di pietra
ometto di pietra
anemoni
anemoni

Il sole, dietro la coltre nebbiosa, sta per fare la voce grossa e far capire chi è che comanda oggi. L’istinto mi suggerisce giusto nel provare ad andare su. L’importante è che io sappia sempre dove mi trovo per poter, eventualmente, rientrare in sicurezza. Una bella e, soprattutto, definitiva schiarita accoglie il mio arrivo sulla cima Durand (2092 m). Dalla Trucca della Tura ho camminato circa un’ora.

Il Mondolè è coperto dalle nubi
Il Mondolè è coperto dalle nubi

Ho tutto il tempo per mangiare il secondo panino della giornata e rilassarmi guardando i bei panorami che mi circondano.

Trucca della Tura vista dalla Cima Durand
Trucca della Tura vista dalla Cima Durand
al centro il monte Pigna
al centro il monte Pigna

Il cielo azzurro e il sole caldo m’invogliano a completare il percorso ad anello. Seguendo la linea dello skilift, scendo per un ripido pendio prativo che, in un quarto d’ora, mi porta alla Colla Bauzano (1949 m).

Colla Bauzano (1949 m)
Colla Bauzano (1949 m)

Sono in un crocevia da cui si possono raggiungere anche il Mondolé, la Colletta Seirasso, la Colla Rossa e Ponte Ciappa. Mi avvio con sicurezza lungo la carrareccia sterrata che, in un’ora di cammino, mi riporta al punto di partenza della mia escursione.

bombo al lavoro
bombo al lavoro

CONSIGLIATO A…

Ideale per chi vuole camminare in montagna su un sentiero poco conosciuto.

2 commenti su “Fiori, nebbia e una grotta ben nascosta

  1. Sei stata davvero molto brava a regolarti con la nebbia e le pause o deviazioni da fare. Io non ho affatto un buon rapporto con la nebbia e probabilmente sarei andata nel panico al posto tuo!

    • Il segreto per affrontare la nebbia è proprio non andare in panico! In montagna il tempo varia repentinamente e, da un momento all’altro, puoi trovarti circondata dalla nebbia. Puoi proseguire solo se sai esattamente dove ti trovi. Nel dubbio ti fermi e aspetti che si dissolva. La montagna è così, devi ascoltare i messaggi che ti invia.

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