E se il ponte non c’è?

giglio di San Giovanni

Viozene, 16 giugno 2020

Il meteo per la giornata si prospetta variabile e opto per un’escursione a bassa quota. Scelgo un percorso tranquillo che ho già fatto alcuni anni fa. All’epoca il ponte tibetano che rende particolare questo sentiero non era ancora stato montato. Oggi ci sarà?

Raggiungo Viozene e lascio l’auto nel solito posto davanti alla chiesa parrocchiale di San Bartolomeo (1245 m). M’incammino felice su per la stradina che porta al rifugio Mongioie.

chiesa parrocchiale di San Bartolomeo
chiesa parrocchiale di San Bartolomeo

Ogni passo che percorro mi riporta alla mente un sacco di ricordi: dalla gita delle scuole medie che fu la mia prima volta in montagna ai miei vari approcci col Monte Mongioie (2630 m). In compagnia o da sola qui ho vissuto momenti indimenticabili.

per ora il meteo promette bene
per ora il meteo promette bene

 

Lungo il sentiero incrocio una giovane coppia che scende giù. Probabilmente hanno trascorso la notte nella StarsBOX, una particolare casetta in legno che si trova nei pressi del rifugio Mongioie ispirata ai giacigli temporanei anticamente usati dai pastori delle Alpi Liguri.

StarsBOX presso il rifugio Mongioie
StarsBOX presso il rifugio Mongioie

Arrivata al Pian Rosso (1550 m) scopro con piacere che l’itinerario di oggi fa parte del Sentiero Italia CAI, uno dei trekking più lunghi al mondo che, coi suoi oltre 7000 chilometri, attraversa le due grandi dorsali montuose italiane.

palina al Pian Rosso (1550 m)
palina al Pian Rosso (1550 m)

Seguendo il sentiero natura Ignazio Abbo, che ricalca l’antico tracciato che collegava gli abitati di Viozene e Carnino Inferiore, mi dirigo verso la Risorgenza delle Vene.

sentiero natura Ignazio Abbo
sentiero natura Ignazio Abbo

Con largo anticipo vengo informata da un avviso appeso a una palina che il ponte tibetano è inagibile. Questo significa dover rinunciare, oltre all’emozione di camminare sospesa nel vuoto, dover rimandare la conquista di una cache virtuale che ha per protagonista proprio il particolare attraversamento.

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il ponte tibetano è inagibile

La delusione passa nel momento in cui, nei pressi del sito di mio interesse, vedo degli splendidi esemplari di giglio di San Giovanni che preannunciano l’imminente arrivo dell’estate.

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giglio di San Giovanni

Faccio una deviazione verso la Grotta delle Vene, collettore sotterraneo del più esteso complesso carsico del Piemonte. Mi arrampico per la stretta gola aiutandomi con le corde presenti. In una decina di minuti raggiungo l’ingresso situato proprio sotto la parete della Rocca del Manco. Contattando il rifugio Mongioie è possibile effettuare una visita guidata dell’interno della grotta. Per oggi mi basta trovare un angolino asciutto e mangiare un sandwich al tacchino.

verso la Grotta delle Vene
verso la Grotta delle Vene

Tornando giù l’istinto mi suggerisce che sarebbe meglio tornare a Viozene per evitare di prendere la pioggia prevista nel pomeriggio. Ma, appena giunta al bivio, mi guardo nuovamente intorno e mi sembra che potrei ancora farcela ad arrivare a Carnino Inferiore. Il sentiero a monte della Risorgenza delle Vene (1525 m) mi conduce in pochi minuti dall’altra parte. Posso finalmente ammirare la cascata da vicino.

Risorgenza delle Vene
Risorgenza delle Vene

La Risorgenza delle Vene è un fenomeno carsico che consiste nel ritorno alla luce, con copiosa cascata che sgorga da una parete rocciosa, delle acque superficiali captate, oltre che nel bacino del Tanaro, anche in quello attiguo dell’Ellero, costituendo così un particolare fenomeno ipogeo molto raro e caratteristico.

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dettaglio della cascata

La palina che indica i tempi di percorrenza, essendo tutte le tappe del sentiero vicine tra loro, m’invoglia ancora una volta a proseguire. Ampi spazi di cielo azzurro sembrano voler dire che la pioggia ci metterà ancora un po’ ad arrivare. In appena dieci minuti raggiungo il pianoro che ospita la Colla di Carnino (1597 m).

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Colla di Carnino (1597 m)

Altri dieci minuti di cammino e mi ritrovo ai Tetti delle Donzelle (1540 m). Trovo ad accogliermi le mucche al pascolo.

mucche al pascolo ai Tetti delle Donzelle
mucche al pascolo ai Tetti delle Donzelle

Prima di proseguire verso Carnino Inferiore, faccio una breve deviazione a destra per raggiungere il rifugio Ciarlo Bossi (1526 m) di proprietà del Gruppo Escursionisti Savonesi.

verso il rifugio Ciarlo Bossi
verso il rifugio Ciarlo Bossi
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rifugio Ciarlo Bossi

Torno sui miei passi fino ai Tetti delle Donzelle e, finalmente, mi dirigo verso Carnino Inferiore (1387 m) che raggiungo insieme alle prime gocce di pioggia. Mi fermo sotto un balcone per pranzare. E’ in momenti come questi che è fondamentale avere con sè il k-way e il coprizaino!

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antiche racchette da neve e una ringhiera artigianale

Mentre assaporo lentamente il secondo sandwich al tacchino della giornata, smette di piovere. Proseguo velocemente fino al fondo del grazioso borgo in pietra abilmente ristrutturato.

A Caserma
A Caserma

In questo angolo immerso nella vegetazione e circondato dalle montagne è presente lo strategico rifugio escursionistico Foresteria di Carnino dotato di bar, piccolo ristorante e due camerate (12 posti letto). E’ aperto continuativamente d’estate e su prenotazione il resto dell’anno.

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rifugio escursionistico Foresteria di Carnino

E’ il momento di tornare indietro e la consapevolezza che da un momento all’altro potrebbe piovere di nuovo mi fa camminare speditamente. Sapere che, arrivata alla macchina, troverò vestiti asciutti ad attendermi mi è di conforto.

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cartina del sentiero Carnino – Viozene

CONSIGLIATO A…

Ideale per una passeggiata in mezzo alla natura quando la foschia limita la visuale nelle escursioni a quota più alta.

 

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