Baita del Colletto
Cuneo a km 0

Una baita e una pista di bob estivo

Le strade sterrate che collegano Prato Nevoso e Artesina permettono di percorrere divertenti itinerari a piedi e in mountain bike. Che questa sia muscolare o elettrica è questione di gusti e di predisposizione ad affrontare le salite. Qualunque sia il mezzo scelto le gambe dovranno comunque fare la loro parte.

La mia escursione, come quella del precedente post, parte dalla Baita del Verde, a 1660 metri di altitudine. Procede identica fino alla prima stalla che incontro lungo la salita.

Prato Nevoso
area pascoliva

Da Prato Nevoso alla Baita del Colletto

Da qui ho il primo approccio visivo con la tappa che intendo raggiungere. E anche una sommaria visione d’insieme di una buona parte del percorso. Con una bella giornata di sole, e questa lo è decisamente, i panorami fanno la loro generosa comparsa tutt’intorno.

I prati che, per quest’anno, hanno già svolto la loro funzione di pascoli scorrono al mio fianco. A mano a mano che mi avvicino alla Baita del Colletto arricchisco la mia mappa mentale con un nuovo emozionante itinerario e con le premesse per nuove avventure partendo dal lato opposto.

Scendo di quota velocemente e risalgo sul lato opposto. Distinguo da lontano i gruppetti di persone che si stanno rilassando nel prato. Qui vicino è infatti presente la stazione d’arrivo della seggiovia Colletto. Per tornare giù, oltre ovviamente alle sole proprie gambe, esistono anche opzioni adrenaliniche. Come la discesa tecnica in mountain bike lungo la pista Gaviot o, attrazione esclusiva di Artesina, il bob estivo.

Prato Nevoso
area pascoliva

D’estate sulle piste da sci

Dopo aver assistito a qualche discesa, riprendo il cammino che mi condurrà al rifugio Balma. Lungo l’interminabile sterrata di Costa Losera incrocio una manciata di escursionisti che scendono.

D’inverno queste montagne, nelle loro stagioni migliori, sono interamente ricoperte di neve. E queste strade su cui sto camminando sono le piste in cui si divertono gli sciatori. Il comprensorio Mondolè Ski, particolarmente amato da liguri e piemontesi, comprende le località di Artesina, Frabosa Soprana e Prato Nevoso. Offre 130 chilometri di piste su 1300 metri di dislivello.

Il sole estivo picchia forte, la mia abbondante scorta idrica si sta lentamente consumando. Mi affaccio sulla strada del Gavo e mi appresto ad affrontare la salita finale. Mi passa accanto l’automobile dei pastori. Di lì a una manciata di minuti sono io a transitare di fronte alla loro casa. Le mucche stanno pascolando placidamente.

Mi accodo alla fontana dietro il rifugio Balma e mi rifornisco di acqua fresca. Oggi il sole e il cielo terso sono i padroni indiscussi. Apprezzo con piacere la vista sul mio amato monte Mongioie. Mi siedo dietro a un masso ed estraggo dallo zaino la focaccia ai pomodorini che quassù a 1883 metri di altitudine è ancora più gustoso.

Baita del Colletto
Baita del Colletto

Prato Nevoso e le mie camminate esplorative

La mia sosta si prolunga per un tempo indefinito. La gente salita quassù in automobile o con la cabinovia mi scorre accanto. Ma passano anche escursionisti e appassionati di mountain bike. Tra loro anche bambini che iniziano ad approcciarsi con la montagna e le emozioni che offre.

C’è chi si annoia ad ogni passo, chi non se la sente di pedalare e chi, invece, non vede l’ora di scoprire altri angoli magici che solo esplorando per bene un posto si possono trovare. E poi ci sono gli sciatori che si avventurano alla scoperta del volto estivo delle loro piste preferite.

Abbandono il freddo masso che mi protegge in parte dal sole e inizio la discesa. Un po’ più giù c’è una coppia che procede più lentamente. Ma si dirige verso Artesina, sono nuovamente sola. Dietro di me scorgo altri camminatori che imboccano una scorciatoia. Ma transito all’incrocio prima di loro.

Un’avventura finisce e già sogno la prossima.

Baita del Colletto
Baita del Colletto

📝 Consigli avventurosi

L’itinerario da Prato Nevoso alla Baita del Colletto e poi al rifugio Balma e ritorno ha uno sviluppo complessivo di 9,5 chilometri. Considerato che si svolge interamente al solo è meglio affrontarlo al mattino muniti di una buona scorta idrica e un’adeguata protezione solare.

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