Tra Sarvanot e Babaciu

respirando la saggezza dei castagni secolari

Monterosso Grana, 26 luglio 2020

Il Sarvanot, di cui ho già parlato nel post In compagnia dei Sarvanot ambientato in Valle Varaita, è una creatura mitologica metà uomo e metà animale che abitava i boschi del paese nelle storie di un tempo. A Monterosso Grana (CN), comune di circa 500 abitanti situato in Valle Grana, dal 2015 è stato realizzato, attrezzato e segnalato il sentiero dei Sarvanot, percorso escursionistico dedicato espressamente a bambini e famiglie.

SENTIERO DEI SARVANOT

L’itinerario ha uno sviluppo ad anello di circa cinque km e abbraccia il comune di Monterosso Grana passando tra boschi, prati e strade secondarie. La passeggiata completa dura un’ora e mezza ma è possibile rientrare in paese in diversi punti.

mappa del sentiero dei Sarvanot
mappa del sentiero dei Sarvanot

Si parte dal cimitero di Monterosso Grana. Qui si trova la piccola cappella di San Sebastiano. L’aspetto esterno anonimo e spoglio non deve trarre in inganno. All’interno, visibile attraverso una vetrata che protegge l’arcata aperta, si trova un ciclo di affreschi realizzato da Pietro da Saluzzo nel 1468 su commissione dei feudatari locali.

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cappella di San Sebastiano
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affreschi di Pietro da Saluzzo nella cappella di San Sebastiano

Alle 9.15, oltre alla mia auto, c’è solo quella di un ciclista in procinto di fare la sua bella pedalata su strada. M’incammino serena per il sentiero ora pianeggiante e mi fermo a leggere il primo di una serie di 50 cartelli posizionati lungo il percorso.

lungo il percorso sono presenti 50 cartelli didattici
lungo il percorso sono presenti 50 cartelli didattici

Sto percorrendo il tratto a sud (à l’ubai) e i cartelli raccontano le storie dei luoghi che sto attraversando e le origini degli alberi che si trovano nei boschi del paese.

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la felce

Dopo pochi minuti mi trovo in uno spazio magico: l’aula nel bosco, un’area immersa nella saggezza dei castagni secolari in cui vengono organizzate attività didattiche dedicate ai bambini. Alcuni loro lavori possono essere qui ammirati e apprezzati.

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lavoretti dei bambini nell’aula nel bosco
respirando la saggezza dei castagni secolari
respirando la saggezza dei castagni secolari

Guardo verso il cimitero e noto che sono arrivate altre automobili. Famiglie con bambini si stanno apprestando ad affrontare il sentiero dei Sarvanot. Proseguo il cammino nel bosco. Questa parte di percorso è molto rilassante.

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il Rio Freddo per la gente del posto è Lou Bial

Finisce lo sterrato e mi trovo sull’asfalto, sotto il sole e in salita. Bevo un sorso d’acqua dalla mia borraccia e riprendo la camminata. Dopo qualche minuto mi riaffaccio sul sentiero sterrato e sono curiosa di vedere una particolarità di cui ho avuto notizia solo ieri mentre preparavo il programma della gita.

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di nuovo nel bosco

Cammino per alcuni minuti nel bosco fitto e raggiungo Sardoulin, una bella zona di sosta da cui è possibile vedere il borgo. E proprio qui inizia la Vio dei Mort che, oltre eventualmente ricondurre in paese, permette di ammirare la recente installazione temporanea land art Cammino nei cerchi realizzata dall’Associazione Anelli di Crescita.

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Cammino nei cerchi

Torno sul sentiero dei Sarvanot e, dopo alcuni minuti, il bosco lascia spazio al prato. Raggiungo un’allettante biforcazione che mi fa riconsiderare il programma per la giornata. Ora, per completezza, proseguo la descrizione del percorso ad anello. Nel prossimo paragrafo, invece, vi svelerò il mio repentino cambio di programma.

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il melo

Dopo alcuni minuti il tratto sterrato si conclude e con esso la prima parte del sentiero dei Sarvanot. Proseguo sulla strada provinciale e raggiungo la chiesa di San Giovanni. Da qui comincia il tratto a nord (à la drech) che è accompagnato da Bestie e Bestiete in cui i bambini possono immedesimarsi.

la volpe
la volpe

Questa parte di percorso è interamente su asfalto e si conclude davanti al castello dei conti di Monterosso risalente al XVII secolo.

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davanti al castello di Monterosso

Attraverso il ponte sul Grana e mi lascio catturare dagli scorci delle abitazioni ristrutturate, dalle tinte pastello degli edifici in centro e da quell’aria occitana che si respira leggendo il nome di Mistral su una targa commemorativa.

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Monterosso Grana

Entro nella chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore risalente al XIII secolo che custodisce un piccolo fonte battesimale in stile gotico.

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chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore

M’incammino lungo la strada provinciale e, in pochi minuti, raggiungo la cappella di San Sebastiano. Con la macchina bastano pochi minuti per raggiungere la frazione San Pietro.

IL PAESE DEI BABACIU

Se ben ricordate, a un certo punto della passeggiata sul sentiero dei Sarvanot, il programma della mia giornata subisce un’importante variazione. Siccome mi piace il terreno su cui sto camminando e la prospettiva di attraversare un altro bosco mi entusiasma, decido di allungare l’escursione di almeno un’ora e mezza (un’ora per andare e tornare dalla frazione San Pietro e mezz’ora per visitare la borgata).

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a 35 minuti dal paese dei Babaciu

Appena cinque minuti dopo questa svolta, mi trovo nel grazioso bosco Mangiapensieri, punto ideale per una sosta.

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bosco Mangiapensieri

La passeggiata prosegue piacevolmente nel bosco e, a un tratto, raggiungo Santa Croce, punto panoramico da cui è visibile la frazione di San Pietro ormai vicinissima.

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San Pietro di Monterosso Grana

Entrando nella borgata incontro subito i primi Babaciu, personaggi ad altezza naturale costruiti con paglia e materiali di recupero, abbigliati come nel tardo Ottocento.

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Babaciu a San Pietro di Monterosso Grana

La borgata, oltre a ospitare questi abitanti speciali che l’hanno ripopolata, presenta abitazioni finemente ristrutturate, segno di giovani famiglie che hanno scelto di stabilirsi in questo Pais senço temp.

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Babaciu a San Pietro di Monterosso Grana

I Babaciu sono nati nel 2003 da un’idea di Graziella Menardo e oggi sono più di 120. Occupano balconi, portici, stalle e ogni locale che possa offrire loro un riparo dalle intemperie.

Pais senço temp”
Babaciu a San Pietro di Monterosso Grana

Grazie ai Babaciu San Pietro di Monterosso è diventata un museo a cielo aperto che racconta ai visitatori come era un tempo la vita in montagna.

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Babaciu a San Pietro di Monterosso Grana

Che si raggiunga a piedi o in auto, San Pietro di Monterosso regala emozioni uniche come quella di affacciarsi nell’aula della classe 1882 o vedere all’opera il cavatore di ardesia.

CONSIGLIATO A…

I camminatori possono rilassarsi su un percorso piacevole e quasi tutto ombreggiato. Gli intellettuali possono approfondire la conoscenza coi Babaciu.

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