monte Armetta (1739 m)
Piemonte

Nella neve sul monte Armetta

Il sole mattutino m’invita a una nuova avventura. Viste le recenti seppur non abbondanti nevicate sulle montagne di casa decido di dirigermi in val Pennavaire. Quasi al confine tra Piemonte e Liguria si trova una vetta non altissima ma molto panoramica: il monte Armetta.

Il fatto che da qui, con un po’ di fortuna, si riesca a vedere il mare non deve trarre in inganno. Le recenti perturbazioni hanno infatti portato anche una spolverata di neve. Non molta, è vero, ma a seconda del versante su cui mi trovo a camminare il paesaggio è ricoperto solo dalle orme di alcuni animali selvatici.

Nessun umano negli ultimi giorni si è ancora addentrato sul sentiero che mi appresto a percorrere. Ma questo lo scoprirò all’inizio del primo dei vari tratti nevosi che incontrerò lungo l’itinerario.

sentiero per il monte Armetta
sentiero per il monte Armetta

Al monte Armetta dal colle di Caprauna

Il colle di Caprauna (1382 m) si trova in prossimità di una curva. Un grande cartello ti ricorda che ti trovi in val Pennavaire. Una piccola area picnic è, di fatto, uno dei pochi spazi in cui poter parcheggiare. Alle nove e quaranta del mattino ci sono solo io.

Attraverso la strada e m’incammino su un sentiero che s’inerpica tra i faggi. La palina a inizio percorso evidenzia la possibilità di un itinerario da percorrere in ebike.

Il sentiero spiana e si allarga per introdurmi in un bosco di conifere. Trascuro la diramazione sulla destra verso il rifugio Pian dell’Arma (che sarà la mia via di ritorno) e quella sulla sinistra per il passo di Prale. Da questo punto mi trovo ufficialmente su un tratto dell’Alta Via dei Monti Liguri, un itinerario escursionistico lungo circa 440 chilometri che collega le estremità della riviera ligure da Ventimiglia a Ceparana. I segnavia abbondano e consulto il GPS solo per sapere a che punto del tracciato mi trovo.

Proseguendo sulla dorsale spartiacque che divide la valle Pennavaire dalla valle Tanaro raggiungo quindi un trivio. Ignorando sia il sentiero per Alpisella che quello per il rifugio Pian dell’Arma, proseguo la salita.

l'escursione al monte Armetta è molto panoramica
l’escursione al monte Armetta è molto panoramica

Nella neve verso il monte Armetta

Il primo tratto nevoso che incontro è punteggiato dalle orme di una volpe e di una lepre. Sono così nitide che mi sembra di camminare in loro compagnia.

Raggiunte alcune rocce, il sentiero prosegue sulla destra e attraversa a mezzacosta, sul lato della valle Pennavaire, le pendici del monte della Guardia. Alle impronte di cui sopra si aggiungono quelle del tasso. L’escursione di oggi è quindi arricchita da interessanti osservazioni faunistiche.

Una palina segnavia in metallo m’invita a una deviazione panoramica sul monte della Guardia. Posso così dare un primo sguardo al sempre più vicino monte Armetta e a tutte le vette che si stagliano di fronte. Il mar Ligure s’intravede solo nella zona imperiese. Tuttavia distinguo perfettamente la piana di Albenga.

Tornando letteralmente sui miei passi ben impressi nella neve, proseguo sul sentierino che, a un tratto, si addentra in un’ombrosa pineta. Incrocio le orme di un capriolo che taglia il sentiero. Ovviamente sale nei posti più ripidi lasciando il terreno pianeggiante a me e agli altri animali.

All’improvviso la vegetazione si apre sulla grande depressione della colla Bassa (1570 m), il valico che collega l’alta val Tanaro con la val Pennavaire.

monte della Guardia
monte della Guardia

Dalla colla Bassa al monte Armetta

Tagliando immense praterie ricoperte di neve e seguendo la scia di ometti e paline raggiungo quindi il monte Armetta (1739 m), la vetta più alta delle Prealpi Liguri. Solo nel tratto finale incontro altre orme umane. Qualcuno proveniente da un altro sentiero è già stato qui.

Un po’ mi spiace non essere più il primo essere umano a camminare quassù dopo la recente nevicata. Tuttavia queste impronte mi saranno utilissime per seguire il sentiero in discesa sull’altro lato.

Mi dedico alla meritata pausa pranzo panoramica con vista sulle Alpi Liguri innevate. La foschia che incombe sulla Liguria mi preclude la vista del mare. Nelle giornate più limpide dal monte Armetta si vede addirittura la Corsica.

monte Armetta (1739 m)
monte Armetta (1739 m)

Dal monte Armetta al colle di San Bartolomeo d’Ormea

L’infinita sottile distesa di neve che si stende ai miei piedi è solcata dalle impronte di chi mi ha preceduta. Le seguo senza indugio. Di tanto in tanto mi volto per osservare il paesaggio fiabesco alle mie spalle.

La lunga discesa mi porta quindi alla conca erbosa del piano del Colle (1484 m), molto vicina a un edificio dei malgari. All’improvviso sento dei rumori. Cerco con lo sguardo la loro provenienza e vedo un paio di caprioli attraversare la prateria. Non appena spariscono altri rumori dalla direzione opposta attirano la mia attenzione. Una coppia di camosci sale il pendio con eleganza. Li guardo affascinata.

Camminando allegramente nella neve mi avvicino al colle di San Bartolomeo d’Ormea (1446 m), valico delle Prealpi Liguri che unisce l’alta val Tanaro alla val Pennavaire. In questo punto termina il tratto in comune con l’Alta Via dei Monti Liguri.

pian del Colle
pian del Colle

Discesa verso il colle di Caprauna

Dal colle di San Bartolomeo inizia l’inversione di marcia che, gradualmente, mi riporterà al colle di Caprauna. Mi ricordo di un geocache in zona e lo cerco sul GPS. L’unico indizio a mia disposizione è una fotografia non recente. La neve non mi aiuta a identificare il punto in cui cercare ma le coordinate m’indirizzano con precisione.

Dopo aver firmato e riposto il tutto nel nascondiglio, riprendo la mia escursione. Il paesaggio cambia, mi lascio la neve alle spalle. Spesso la foschia preclude la vista del mare e oggi è proprio uno di quei giorni.

Oltrepassati i caseggiati di Case Porcile, mi trovo a un bivio. Seguendo l’indicazione per il rifugio salgo ripidamente. Poi taglio nei prati e giungo all’interno della gola in cui scendo agevolmente.

Raggiunto il rifugio Pian dell’Arma (1350 m), proseguo sul sentiero del baby trekking che mi riporta al primo bivio incontrato al mattino. Svolto a sinistra e, in pochi minuti, raggiungo l’automobile.

rifugio Pian dell'Arma
rifugio Pian dell’Arma

Hai già fatto escursioni in val Pennavaira?

📝 Consigli avventurosi

L’escursione ad anello al monte Armetta, comprensiva della deviazione al monte della Guardia, ha uno sviluppo di 13,3 chilometri e un dislivello positivo di 810 metri. È molto panoramica.

Il rifugio Pian dell’Arma è il punto di ricezione per chi percorre l’ottava e la nona tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri.

In questa zona puoi anche fare arrampicata sulle falesie della Rocca dell’Arma.

In inverno puoi fare escursioni con le ciaspole.

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🧭 L’itinerario

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