sentiero dell'infinito
Liguria

Infiniti scalini… e altrettante meraviglie!

Quando il cielo è azzurro, hai una gran voglia di camminare e ti trovi a Riomaggiore, una delle famose Cinque Terre in provincia di La Spezia, i tuoi desideri si possono esaudire con un itinerario che racchiude in sé tante promesse: il sentiero dell’infinito.

Ti ho già raccontato della mia giornata alle Cinque Terre e, se ancora ti stai domandando perché ho scelto di spostarmi dall’una all’altra in treno, ora sarai felice di sapere che ho adocchiato da un po’ di tempo un tracciato su cui nutro parecchie aspettative.

La mia esperienza di geocaching alle Cinque Terre si è dunque conclusa a Riomaggiore nella Locanda Cà dei Duxi, un accogliente edificio storico nel cuore del borgo. Una nuova giornata è appena iniziata e, dopo un’abbondante colazione al bar, mi dirigo con sicurezza verso l’inizio del trekking.

È proprio camminando che intendo coprire i 12,7 chilometri che separano Riomaggiore da Portovenere. Che ne dici d’indossare le scarpe da trekking e seguirmi?

mulino a vento a Campiglia
mulino a vento a Campiglia

Sentiero dell’infinito: da Riomaggiore al santuario di Montenero

Costeggio piazza Vignaioli e identifico il primo segno bianco-rosso a mia disposizione. Il GPS del cellulare in questa zona non è molto affidabile, meglio affidarsi al più sicuro Garmin. Proseguo per un brevissimo tratto nel caruggio. All’improvviso, tra un palazzo e l’altro, inizia una stretta scalinata in pietra. Una freccia puntata verso di me indica la Marina di Riomaggiore.

È proprio da qui che inizia ufficialmente la mia salita al santuario di Nostra Signora di Montenero. Questo tratto segue il sentiero 593V (ex 3a), è lungo 1,3 chilometri, ha un dislivello positivo di 296 metri e m’impegnerà per circa cinquanta minuti.

Lungo la via si aprono gli usci di abitazioni ed alberghi ma anche i cancelli di orti e pure un panoramico parco giochi. Via via che salgo la vista su Riomaggiore si fa più ampia. Finché giunge il momento di salutarla. Sarà solo un arrivederci?

Oltrepassati i primi spettacolari terrazzamenti giungo quindi in prossimità del cimitero di Riomaggiore. Attraverso con cautela la strada provinciale e, dopo pochi metri su asfalto, mi cimento nuovamente con una scalinata in pietra che scorre tra la vegetazione.

Sbuco quindi sull’asfalto della via Litoranea e ne percorro circa 200 metri. Un’edicola votiva e una ripida scalinata mi spronano a salire tra campi coltivati e aree di macchia mediterranea.

sentiero dell'infinito
sentiero dell’infinito

Santuario di Nostra Signora di Montenero

Giungo quindi sulla cresta del promontorio di Capo di Montenero, a una quota di 340 metri sopra il livello del mare. La vista spazia dalle isole di Palmaria e Tino fino a punta Mesco.

Il santuario di Montenero risale al XIV secolo ma è stato profondamente rimaneggiato nel corso dei secoli. Purtroppo è chiuso e non posso visitare l’interno. Gli ampi spazi verdi che lo circondano e i tavoli da picnic invogliano comunque a fermarsi per una sosta prima di riprendere il cammino.

santuario di Montenero lungo il sentiero dell'infinito
santuario di Montenero

Sentiero dell’infinito: dal santuario di Montenero al colle del Telegrafo

Il sole splende alto nel cielo azzurro che rende ogni scorcio ancora più magico. È il momento di ripartire. Il sentiero dell’infinito ha ancora tante sorprese in serbo per me.

Il tratto che mi appresto a percorrere si svolge sul sentiero 593 (SVA), è lungo 2,4 chilometri e ha un dislivello positivo di 160 metri. Soste escluse (e i panorami invogliano a farne tante!) impiegherò circa cinquanta minuti.

Il percorso è interamente immerso nel verde. Macchia mediterranea e terrazzamenti di vigneti e ulivi si alternano piacevolmente. Percorro questo spazio senza tempo fermandomi a contemplarne l’infinita bellezza. Una famiglia frettolosa mi oltrepassa, dei runners si stanno allenando, dei contadini stanno lavorando nei campi.

Un rumore metallico attira la mia attenzione. Lo riconosco anche se è la prima volta che lo sento. La magia delle Cinque Terre prende vita davanti ai miei occhi. Sulla monorotaia scorrono lenti i vagoni che trasportano materiali e attrezzature all’azienda agricola biologica Stella di Lemmen.

azienda agricola biologica Stella di Lemmen
azienda agricola biologica Stella di Lemmen

Colle del Telegrafo e punti ristoro

Oltrepassato il villaggio di Lemmen proseguo la mia salita al colle del Telegrafo. Qui la strada asfaltata incrocia vari sentieri escursionistici. Essendo fuori stagione il bar è chiuso. Nello zaino ho comunque degli anacardi a disposizione. Tuttavia decido di rinviare la sosta ancora per un po’. E, dopo soli venti minuti di cammino, come un miraggio appare davanti ai miei occhi il Barlume di Paride.

Un panino con tonno e mozzarella e un adeguato rifornimento idrico mi preparano quindi ad affrontare il resto dell’itinerario che mi condurrà a Portovenere. Girando intorno all’edificio mi trovo al cospetto della chiesetta di Sant’Antonio abate dedicata a tutti gli Alpini. E di una fresca fontanella. E adesso, che direzione prendere?

chiesetta di Sant'Antonio abate
chiesetta di Sant’Antonio abate

Sentiero dell’infinito: dal colle del Telegrafo a Campiglia

La tratta successiva del sentiero dell’infinito va dal colle del Telegrafo a Campiglia. Segue i segnavia 598-1 (AV5T 1). Transita quindi presso la sopracitata chiesetta e prosegue fino a Campiglia.

Questo tratto è lungo 3,5 chilometri e ha un dislivello positivo di 200 metri. Il tempo di percorrenza si aggira sull’ora e mezza.

L’itinerario attraversa la Palestra nel Verde, un percorso attrezzato di 2,5 chilometri in cui sono presenti anche splendidi esemplari di quercia da sughero.

Percorro qualche metro nel bosco. Poi torno sui miei passi. Esamino il GPS e decido di tentare la variante per Monesteroli. Senza sapere che ne sarò delusa.

Campiglia
Campiglia

La variante per Monesteroli è chiusa

Nel periodo del mio trekking lungo il sentiero dell’infinito certe notizie non erano ancora diffuse. O, almeno, non abbastanza. Di fatto neppure gli operai che stavano sistemando i danni provocati dai cinghiali ne erano al corrente. Sennò mi avrebbero consigliato di tornare indietro. E, invece, dopo essersi accertati che avessi abbastanza acqua con me, mi hanno lasciata scendere.

Di sicuro ho apprezzato la cura con cui hanno sistemato il sentiero. E i favolosi panorami a Fossola. E la breve conversazione con la nonnina seduta all’ombra di casa. E i due curiosi cacciatori di farfalle. E il colore del mare.

Incerta su cosa avrei fatto una volta raggiunta la scalinata mi sono concentrata a interpretare lo stretto sentiero al meglio delle mie possibilità. Giunta al fatidico bivio ecco l’inequivocabile risposta scelta da altri: accesso chiuso!

Sono ufficialmente partiti i lavori di restauro e riqualificazione della storica scalinata di Monesteroli. Pertanto è stato chiuso il tratto di sentiero 536 dall’incrocio col sentiero 535 fino alla scogliera.

chiesa degli Angeli Custodi a Fossola
chiesa degli Angeli Custodi a Fossola

Sentiero dell’infinito: da Campiglia a Portovenere

Campiglia è un piccolo borgo medievale disposto a semicerchio. Sulla piazza c’è una fontanella ma non funziona. Idem quella all’interno del cimitero. Entro quindi nel piccolo bar e mi rifornisco d’acqua che travaso nella borraccia.

Intanto una manciata di escursionisti imbocca il sentiero accanto alla chiesa. Di lì a poco seguo le loro orme lungo il sentiero 598-1 (AV5T 1). Proprio quello che parte dal colle del Telegrafo e che ti consiglio di non abbandonare.

L’ultimo tratto del sentiero dell’infinito è lungo 5,5 chilometri e ha un dislivello positivo di 500 metri. Di fatto m’impegna per un paio d’ore, soste comprese.

Nel bosco scorgo uno degli ultimi esemplari di mulino a vento che venivano usati per macinare le castagne. Un tempo erano piuttosto numerosi sulle alture attorno a La Spezia.

Il percorso è prevalentemente in pianura e discesa e segue la cresta della montagna a picco sul mare. In alcuni punti devo superare delle rocce, procedo con cautela. Quando sbuco nello spiazzo di Sella Derbi, mi concedo una sosta presso la Gitana on the road, un simpatico chiosco un cui rifocillarmi.

Gitana on the road lungo il sentiero dell'infinito
Gitana on the road a Sella Derbi

Discesa a Portovenere

L’ultima ora di camminata mi riserva ancora qualche meraviglia da vedere. E anche qualche spunto per prossime trasferte a Portovenere. Nel profondo del mio cuore so già di amarla.

Dalla cava di Canese del marmo Portoro si sviluppa infatti un’interessante salita verso il forte Muzzerone…

Il rifugio Muzzerone si trova in una strategica posizione panoramica. Scendo velocemente di quota e una scalinata tra gli ulivi mi regala gli ultimi scorci agricoli di una Liguria davvero tenace. All’improvviso sbuco in piazza Bastreri. Mi sento a casa.

Portovenere
Portovenere

📝 Consigli avventurosi

Il sentiero dell’infinito senza varianti ha uno sviluppo di circa 12,7 chilometri e, tra i vari saliscendi, un dislivello positivo di circa 800 metri. È percorribile in circa cinque ore escluse soste e deviazioni. Le uniche fontane presenti presenti lungo l’itinerario sono sul colle del Telegrafo e a Campiglia.

Il sentiero da Riomaggiore a Portovenere, inclusa la variante per Fossola e Monesteroli senza la grande scalinata, ha invece uno sviluppo di 15,2 chilometri e un dislivello positivo di 1080 metri. A cui bisogna ovviamente aggiungere i 1100 scalini quando i lavori di restauro e riqualificazione saranno conclusi. O preferisci ammirare il panorama dall’alto?

Alla scoperta di altre avventure in Liguria!

🧭 L’itinerario

La variante non include la scalinata di Monesteroli poiché, al momento della mia escursione, il tratto era chiuso per lavori di restauro e riqualificazione. Per evitare quest’impegnativa parte di percorso, sul Colle del Telegrafo segui fedelmente la segnaletica per Campiglia e Portovenere AV5T.

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Il sentiero dell'infinito tra Riomaggiore e Portovenere ha uno sviluppo di circa 12,7 chilometri e un dislivello positivo di circa 800 metri.
Il sentiero dell'infinito tra Riomaggiore e Portovenere ha uno sviluppo di circa 12,7 chilometri e un dislivello positivo di circa 800 metri.

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